Rissa in piazza Vico a Chieti, l’attacco di Sicari: “Il Comune subisce passivamente gli accadimenti”

24 Agosto 2026
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Sicari

Sulla nuova notte di violenza in centro storico l’ex candidato sindaco bacchetta sindaco e giunta: “Hanno consegnato la soluzione a provvedimenti amministrativi e di polizia che, lungi dal risolvere il problema o affrontarlo, si risolvono in una penalizzazione per lavoratori autonomi”

CHIETI – Sul nuovo episodio di violenza in centro storico a Chieti, nella notte tra sabato e domenica, con la nuova rissa in piazza Vico, interviene anche il candidato sindaco Cristiano Sicari che accusa il Comune

“Pur non volendo drammatizzare l’evento di ieri”, dice Sicari, “il tema della violenza come cifra comportamentale torna di stringente attualità, ponendo al centro della riflessione, da un lato, la generale pulsione generazionale all’uso della violenza come uno stilema dell’essere contemporaneo e, dall’altro, la necessità per la società civile di occuparsi del fenomeno e di contenerlo e controllarlo. Ebbene, a mio parere, né il primo tema né il secondo appaiono nell’agenda dell’Amministrazione comunale che, con ogni evidenza, subisce passivamente gli accadimenti, consegnando la soluzione a provvedimenti amministrativi e di polizia, come quelli adottati in rapida successione nelle scorse settimane per le attività commerciali di Piazza Trento e Trieste, che, lungi dal risolvere il problema o affrontarlo, si risolvono in una penalizzazione per lavoratori autonomi che non alimentano né sostengono tali iniziative violente e che risultano, alla fine, essere doppiamente vittime: prima della violenza e poi dei provvedimenti delle autorità”.

“Ebbene”, continua l’ex candidato sindaco, “è urgente che l’Amministrazione comunale e, per essa, il sindaco Giovanni Legnini e gli assessori al Sociale Rita Di Falco, e al Commercio Chiara Zappalorto, si facciano rapidamente compresi del problema e del fenomeno e passino dalla fase dell’annuncio e della propaganda a quella della coscienza e responsabilità”. Secondo Sicari occorre agire da un lato per “comprendere e contenere il fenomeno e, dall’altro, tutelare i cittadini e gli esercenti commerciali”.

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