Carrozzine Determinate e Deflini Determinati ascoltati in commissione sui problemi di accessibilità dello stadio: la riunione si apre con un pappagallo sul tavolo, simbolo della protesta
PESCARA – Un pappagallo sanitario al centro del tavolo come ulteriore protesta per i disagi che i disabili sono costretti da mesi a sopportare allo stadio Adriatico. È il gesto simbolico con cui Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate e del club Delfini Determinati, ha iniziato l’incontro con la commissione Controllo e garanzia, presieduta da Paolo Sola (M5S). «Non per folklore, ma come prova e promemoria della discriminazione subita», precisa Ferrante, «nei prossimi giorni lo stesso verrà simbolicamente consegnato al sindaco Carlo Masci».
La riunione aveva all’ordine del giorno l’ormai nota querelle sui disagi patiti all’Adriatico da chi è costretto a muoversi in carrozzina, e in particolare quelli relativi ai bagni per disabili. Un problema che potrebbe finalmente essere risolto con un prefabbricato accessibile, stabile e conforme. Ferrante auspica la realizzazione dell’intervento entro il 6 settembre.
«La commissione ha espresso un giudizio netto», riferisce Ferrante, «ha riconosciuto che l’associazione Carrozzine Determinate aveva pienamente ragione e che quanto denunciato nell’ultimo anno era fondato, legittimo e urgente». I bagni chimici a disposizione, infatti, non garantiscono sicurezza, igiene e accessibilità; anche i modelli “accessibili” sono privi di maniglioni e di sufficiente spazio di manovra. Inoltre molte carrozzine, soprattutto quelle elettriche, non riescono nemmeno a entrarvi.
«La situazione vissuta dai tifosi con disabilità ha determinato episodi indegni, discriminatori e umilianti», ricorda Ferrante, «ma le segnalazioni, seppur continue, sono state ignorate e minimizzate dall’amministrazione. La mancanza di servizi igienici accessibili ha avuto come assurda conseguenza quella di costringere i tifosi a ricorrere al pappagallo in pubblico per urinare: un’umiliazione gravissima che nessuno avrebbe mai dovuto subire. Una struttura provvisoria può essere tollerata solo come emergenza, ma non può diventare la normalità per mesi o anni».
Durante la riunione si è parlato anche, più in generale, del settore riservato ai disabili: «Riduzione dei posti, sovraffollamento, visuale compromessa e assenza di copertura rendono ormai urgente adottare soluzioni concrete», ribadisce Ferrante. Una soluzione, secondo l’associazione, potrebbe quindi essere l’utilizzo della Tribuna Sud, già dotata di ascensore e di un bagno a norma.


