Concessioni balneari, i Comuni abruzzesi fanno fronte comune: tavolo Anci per bandi unici e regole certe entro il 2027

21 Luglio 2026
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Stabilimenti balneari Abruzzo

I 19 Comuni della costa scelgono una strategia condivisa in vista delle nuove gare per le concessioni demaniali marittime. Istituito un Comitato tecnico per predisporre linee guida comuni. Di Giuseppantonio: «Senza criteri chiari aumenteranno ricorsi e contenziosi»

MONTESILVANO – I Comuni costieri dell’Abruzzo scelgono di non affrontare in ordine sparso la partita delle nuove concessioni balneari. A meno di un anno dalla fase decisiva che porterà all’avvio delle procedure di gara previste dalla normativa nazionale, le amministrazioni locali puntano su una regia unica per arrivare preparate all’appuntamento del 30 giugno 2027, termine entro il quale dovranno essere concluse le procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime destinate alle attività turistico-ricreative. L’obiettivo è definire criteri omogenei, ridurre il rischio di contenziosi e garantire certezza amministrativa su tutto il litorale abruzzese.

È questo il principale risultato emerso dalla terza riunione del tavolo regionale sulle concessioni demaniali marittime, promosso da Anci Abruzzo e ospitato nella sala del Consiglio comunale di Montesilvano. L’incontro, convocato dal coordinatore del Demanio di Anci Abruzzo, Enrico Di Giuseppantonio, alla presenza di Massimo Luciani e Nicola Salerni, ha coinvolto dirigenti e responsabili degli uffici Demanio dei 19 Comuni costieri, dopo i precedenti confronti con sindaci, assessori e consiglieri delegati.

Al centro della riunione le criticità tecniche e amministrative che gli enti locali stanno affrontando nella predisposizione dei bandi di gara. Una fase resa particolarmente delicata dall’esigenza di definire rapidamente regole certe, criteri uniformi e indirizzi interpretativi condivisi, indispensabili per rispettare la scadenza fissata dalla normativa.

Per sostenere questo percorso è stato istituito il Comitato tecnico intercomunale, coordinato dal dirigente del Comune di Pescara Antonio D’Alessandro. Il gruppo di lavoro avrà il compito di elaborare linee guida comuni per la redazione dei bandi e di approfondire le principali questioni ancora aperte sul bando tipo nazionale, attualmente al centro del confronto tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni, Anci e Upi.

Tra i temi ancora da definire figurano la durata delle concessioni, che potrebbe variare da cinque a venti anni in funzione degli investimenti effettuati, la disciplina degli indennizzi ai concessionari uscenti, i criteri di valutazione delle offerte, i relativi punteggi e il corretto equilibrio tra componente tecnica ed economica delle proposte. Il lavoro del Comitato dovrà inoltre coordinarsi con la proposta di legge regionale sulla disciplina della cosiddetta “scarsità della risorsa demaniale”.

Proprio la proposta legislativa regionale è stata uno dei temi affrontati nel corso della riunione. In vista della prossima audizione davanti alla Commissione competente del Consiglio regionale è stata costituita una delegazione di sindaci dei Comuni costieri, coordinata da Anci Abruzzo, che porterà una posizione unitaria delle amministrazioni locali con l’obiettivo di contribuire alla definizione di una disciplina che tenga conto delle esigenze operative degli enti concedenti.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre fatto il punto sul confronto istituzionale con il Ministero delle Infrastrutture per la definizione del bando tipo nazionale. Anci, Regioni e Upi hanno presentato una proposta condivisa, sostenuta anche da Anci nazionale, affinché una quota dei canoni demaniali marittimi, o forme di compartecipazione equivalenti, venga destinata ai Comuni chiamati a gestire le nuove procedure. Secondo i sindaci, gli enti locali dovranno infatti sostenere un rilevante impegno amministrativo, organizzativo e tecnico, oltre a far fronte al possibile aumento del contenzioso, senza che siano attualmente previste adeguate risorse.

«I Comuni sono arrivati alla fase decisiva di questo percorso – afferma il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, coordinatore del Demanio di Anci Abruzzo – ma continuano a operare in un quadro normativo che necessita di regole certe. Il 30 giugno 2027 è un termine inderogabile e prima di quella data devono essere chiariti tutti i punti fondamentali del bando tipo. Senza indirizzi chiari ogni amministrazione rischia di affrontare ricorsi e contenziosi. In Abruzzo il sistema balneare è composto in larga parte da imprese familiari che rappresentano un patrimonio economico, turistico e sociale di straordinario valore. Per questo servono procedure certe e uniformi che garantiscano il rispetto delle norme europee e nazionali e, al tempo stesso, valorizzino un comparto strategico per la nostra economia.

Per la prima volta i Comuni costieri abruzzesi hanno scelto di fare squadra, evitando di procedere in ordine sparso. È un segnale importante di responsabilità istituzionale che rafforza il nostro ruolo e offre maggiore certezza sia alle amministrazioni sia agli operatori del settore. Lo stesso spirito accompagnerà il confronto istituzionale sulla proposta di legge regionale relativa alla scarsità della risorsa demaniale, nel quale i Comuni porteranno una posizione condivisa e costruita attraverso il lavoro svolto in questi mesi, affinché la nuova disciplina sia realmente efficace, applicabile e coerente con le esigenze dei territori».

Sulla stessa linea il presidente di Anci Abruzzo, Pierluigi Biondi, che sottolinea il valore del lavoro di coordinamento tra enti locali: «L’attività di coordinamento promossa da Anci Abruzzo nasce dall’esigenza di accompagnare i Comuni nell’applicazione di una normativa complessa, favorendo un’interpretazione il più possibile uniforme e mettendo a disposizione strumenti operativi condivisi. La collaborazione tra amministratori e tecnici rappresenta un valore aggiunto per tutto il sistema degli enti locali e dimostra come fare rete consenta di affrontare con maggiore efficacia una delle sfide amministrative più importanti dei prossimi anni».

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