Chieti, ok dei revisori al rendiconto 2025. Ma il risanamento è ancora lontano: restano diverse criticità

22 Luglio 2026
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Via libera tecnico, ma il collegio avverte: il peso del dissesto, la lentezza dei pagamenti, la macchina amministrativa in difficoltà e la riscossione in affanno rallentano il risanamento

CHIETI – “Parere favorevole all’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2025” da parte dei revisori dei conti del Comune, ma il risanamento pare essere ancora lontano.

Il collegio presieduto da Andrea Ruggieri e composto da Mario Del Vecchio e Michele Lazetera, certifica la correttezza dei conti e la coerenza con la gestione dell’ente, dal 2023 in dissesto economico e finanziario. Il risultato di amministrazione chiude con un avanzo di 29,06 milioni di euro, ma la parte disponibile è negativa per 23,34 milioni a causa dell’obbligo di accantonare integralmente il Fondo di Anticipazione di Liquidità (Fal), che pesa ancora per 27,7 milioni.

I revisori ricordano che il Comune dovrà ripianare questa quota in dieci anni, con una rata annua di 2,33 milioni a partire dal 2026. Nonostante ciò, la situazione di cassa è solida: al 31 dicembre 2025 il fondo ammonta a 29,28 milioni, senza ricorso all’anticipazione di tesoreria.

“La situazione finanziaria del Comune di Chieti”, scrivono i revisori nelle 33 pagine della loro relazione, “mostra segnali di miglioramento, gli stessi già rilevati dall’esercizio 2023, si sono in parte consolidati nel corso degli esercizi 2024 e 2025, oggetto del presente parere. L’elemento nuovo, che potrebbe in parte rallentare il percorso di risanamento è costituito dalla previsione normativa che impone agli enti in dissesto di indicare, all’interno del risultato di amministrazione, l’intera quota di Fal”.

Sul fronte dei debiti commerciali, il documento segnala un miglioramento significativo: dai 49,9 milioni del 2024 si scende a 4,55 milioni nel 2025, grazie al riallineamento contabile richiesto dal Ministero dell’Economia. Restano però criticità nella tempestività dei pagamenti, con un ritardo medio di 49 giorni: “La lentezza nei pagamenti è legata più a problemi di ordine organizzativo e dotazionale che di liquidità”, osservano i revisori.

Tra gli altri nodi, la relazione richiama la necessità di rafforzare la riscossione dopo il fallimento di Teateservizi, definendo “un’inerzia che configura un’ipotesi tipica di danno erariale”. I revisori sollecitano inoltre un potenziamento del personale, indispensabile per migliorare la gestione dei servizi e rispettare gli obblighi informativi legati al dissesto.

Il rendiconto evidenzia anche l’andamento delle entrate: la Tari registra un calo nella riscossione (61,4% contro il 74,3% del 2024), mentre le sanzioni stradali si fermano al 57%. La spesa corrente cresce a 46,8 milioni, mentre il debito da mutui scende a 47,2 milioni.

In conclusione, l’organo di revisione approva il rendiconto ma chiede all’amministrazione di accelerare sul risanamento, migliorare la macchina organizzativa e garantire continuità nella riscossione e nei pagamenti, elementi considerati decisivi per uscire dal dissesto e riportare stabilità nei conti del Comune.

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