Case di riposo a Teramo, stipendi pagati solo in parte: i sindacati denunciano disparità tra i lavoratori

22 Luglio 2026
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Sanitalia avrebbe saldato maggio soltanto ad alcuni dipendenti, lasciando gli altri al 50%. Cgil, Cisl, Uil e Ugl minacciano nuove azioni sindacali e legali

TERAMO – Si riaccende la vertenza dei lavoratori delle case di riposo del Teramano. Secondo quanto denunciato da Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Ugl Salute, la cooperativa Sanitalia avrebbe pagato integralmente lo stipendio di maggio soltanto a una parte dei dipendenti, mentre per gli altri il versamento sarebbe rimasto fermo al 50%.

Una scelta che i sindacati definiscono unilaterale e priva di criteri chiari, perché determinerebbe una disparità di trattamento tra lavoratori impegnati nello stesso servizio e titolari dei medesimi diritti.

Le organizzazioni ricordano che, durante il recente tavolo in Prefettura con Regione, Asp1 e cooperative, era stato stabilito che i pagamenti sarebbero avvenuti dopo l’effettivo trasferimento delle risorse regionali. Quanto accaduto, sostengono, contraddirebbe quindi gli impegni assunti in quella sede.

La situazione resta complessa: oltre 250 lavoratori attendono ancora il saldo delle mensilità arretrate, la quattordicesima e le altre somme maturate, pur continuando ad assistere circa 350 anziani nelle strutture di Teramo, Civitella del Tronto e Nereto.

«È inaccettabile che chi garantisce un servizio essenziale sia costretto a lavorare senza la certezza dello stipendio», affermano Mauro Pettinaro, Samuele Esposito, Massimiliano Bravo e Stefano Matteucci, richiamando le difficoltà affrontate dalle famiglie tra mutui, bollette e spese quotidiane.

I sindacati chiedono ora un intervento risolutivo, a partire dalla Regione Abruzzo, e annunciano che, in assenza di risposte rapide e definitive, saranno promosse nuove mobilitazioni e attivate iniziative sindacali e legali a tutela dei dipendenti.

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