Famiglia nel bosco, la perizia del Tribunale: “Inadeguate capacità genitoriali”

28 Aprile 2026
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Famiglia nel bosco a Chieti
foto di repertorio

Nel documento di 196 pagine emergono figure immature e sofferenza nei bambini: il futuro dei piccoli resta incerto tra ricongiungimento e adottabilità

PALMOLI – Si complica la posizione della “famiglia nel bosco”, al centro di un complesso caso giudiziario che ne ha portato alla sospensione della responsabilità genitoriale lo scorso novembre. Secondo quanto emerso da una bozza di perizia psichiatrica depositata ieri dalla dottoressa Simona Ceccoli, consulente nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Catherine e Nathan non possiederebbero, al momento, le adeguate capacità genitoriali per prendersi cura dei propri tre figli.


La relazione, composta da 196 pagine, dipinge un quadro critico. Dai test somministrati durante la consulenza tecnica d’ufficio emerge una rappresentazione familiare definita “instabile e incoerente”, con figure genitoriali descritte come “immature e poco strutturate”. Un dettaglio particolarmente allarmante riguarda i disegni realizzati dai piccoli: nella rappresentazione della propria “famiglia immaginaria”, i bambini non hanno ritratto esseri umani, ma esclusivamente animali, segno, secondo la perita, di una profonda sofferenza vissuta.


Il documento tecnico ha aperto una fase di contraddittorio: gli avvocati della coppia hanno ora trenta giorni di tempo per presentare le osservazioni dei propri consulenti di parte, a cui seguirà un ulteriore mese per la stesura della relazione definitiva. Il destino dei tre minori rimane, dunque, sospeso: l’ipotesi più accreditata dagli esperti rimane l’avvio di un lungo percorso finalizzato al ricongiungimento, ma non si esclude la strada drastica della decadenza della responsabilità genitoriale e la conseguente dichiarazione di adottabilità.


Sulla vicenda pesa anche l’allarme lanciato recentemente da Daniela Chieffo, direttrice della Psicologia clinica del Policlinico Gemelli di Roma. Durante un incontro alla Camera, l’esperta ha evidenziato come l’allontanamento dall’ecosistema di vita e dai genitori rappresenti per i tre bambini un “trauma irreversibile”. Secondo la dottoressa Chieffo, tale vissuto espone i minori al concreto rischio di sviluppare in futuro serie psicopatologie, che vanno dai disturbi antisociali e depressivi a fenomeni di dissociazione e alterazioni del funzionamento cognitivo.

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