L’associazione denuncia: servizi insufficienti e famiglie lasciate sole. Già nove i casi fuori regione o in attesa
CHIETI – Un sistema che cresce a metà, lasciando scoperto il nodo più delicato: la residenzialità per le persone autistiche adulte. È la denuncia di Autismo Abruzzo Onlus, che interviene sulla delibera di Giunta regionale n. 184 del 14 aprile 2026, evidenziando una forte discrepanza tra fabbisogno stimato e posti effettivamente programmati.
Secondo l’associazione, il provvedimento viene presentato come un potenziamento della rete regionale, con nuovi ambulatori e centri diurni, ma non affronta il tema delle strutture residenziali. Ad oggi, infatti, risultano confermati fino al 2028 soltanto i 12 posti attivati dalla Asl di Chieti, già saturi, a fronte di un fabbisogno regionale stimato in 56 posti. Di questi, però, solo 15 risultano programmati.
Una carenza che ha già conseguenze concrete: dall’inizio del 2026 sono cinque le richieste di inserimento per persone autistiche adulte, che si aggiungono a quattro cittadini abruzzesi già trasferiti in strutture fuori regione, tra Molise ed Emilia-Romagna. Una soluzione onerosa per il sistema pubblico, con rette che possono superare i 250 euro al giorno, e che – sottolinea la Onlus – sottrae risorse che potrebbero essere investite sul territorio.
L’associazione evidenzia inoltre un ulteriore paradosso: posti residenziali risultano già previsti nella programmazione regionale – dieci per la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e otto per la Asl di Teramo – ma non sono stati né attivati né finanziati. Nel frattempo, le famiglie si trovano spesso costrette ad avviare diffide e ricorsi per ottenere servizi essenziali.
Ancora più critica la situazione per i minori. In Abruzzo, infatti, non esistono strutture residenziali dedicate a bambini e ragazzi autistici, né queste sono previste nella pianificazione regionale. In assenza di alternative, i casi più complessi finiscono nelle case famiglia, strutture non specialistiche che, pur nell’impegno degli operatori, non sono progettate per rispondere a bisogni così specifici.
“Da anni ripetiamo un concetto elementare: un bambino autistico diventa adulto – afferma il presidente di Autismo Abruzzo, Dario Verzulli –. Programmare servizi per l’infanzia senza costruire una continuità per l’età adulta significa creare nuove emergenze”.
Critiche anche alla distribuzione delle risorse previste dalla DGR 408/2025 per il 2026, giudicata squilibrata tra le diverse Asl e tra i vari livelli assistenziali. In particolare, l’assenza di fondi per la residenzialità nelle Asl dell’Aquila, di Pescara e di Teramo viene definita “una scelta”, più che un ritardo.
Alla Regione, Autismo Abruzzo Onlus chiede un intervento immediato: il finanziamento dei posti già previsti, l’armonizzazione delle risorse tra i territori, l’introduzione di servizi residenziali per minori e un cronoprogramma chiaro per l’attivazione dei 56 posti necessari indicati dalla stessa programmazione regionale.