Trasporti e Green Deal: a Bruxelles la richiesta di neutralità tecnologica per la filiera dei carburanti alternativi

28 Aprile 2026
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Il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio

Alla commissione Coter del Comitato europeo delle Regioni il presidente abruzzese Marco Marsilio presenta il parere sul nuovo sistema integrato di mobilità: carburanti alternativi, decarbonizzazione di aereo e marittimo e completamento della rete AV. Sullo sfondo la crisi energetica legata allo Stretto di Hormuz e il rischio di un’Europa a due velocità, con regioni interne escluse dai grandi corridoi TEN‑T

BRUXELLES – La crisi dello Stretto di Hormuz arriva anche al tavolo della commissione Coter del Comitato europeo delle Regioni, competente per politica di coesione, bilancio UE e trasporti. È lì, a Bruxelles, che si è aperto il primo scambio di vedute sul parere di cui è relatore Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo e capogruppo dei Conservatori europei nel CdR. Un parere che intreccia tre dossier finora trattati separatamente: carburanti alternativi, decarbonizzazione del trasporto aereo e marittimo, completamento della rete ferroviaria ad alta velocità.

Il filo che tiene insieme i tre fronti è di natura geopolitica. La crisi mediorientale ha riportato in primo piano la dipendenza strategica europea dai rifornimenti energetici provenienti da aree instabili. Tradotto sul piano delle politiche pubbliche, significa che l’autonomia passa anche dalla diversificazione delle fonti per i trasporti, ovvero il comparto che assorbe la quota più rilevante della domanda di prodotti petroliferi.

Di qui la prima rivendicazione del parere: la neutralità tecnologica. La richiesta è che Bruxelles riconosca pari dignità a e-fuels, biocarburanti, idrogeno e altre soluzioni a basse emissioni, evitando di indicare un’unica strada alla decarbonizzazione. Il riferimento polemico è all’automotive, dove la corsia preferenziale concessa all’elettrico ha eroso la competitività della metalmeccanica europea. La lezione vale ora per aereo e marittimo: «Per sviluppare un sistema di trasporti sostenibile dobbiamo invertire la rotta e investire sulla neutralità tecnologica e sui carburanti alternativi come gli e-fuels e i bio-fuels», ha dichiarato Marsilio.

I numeri segnalano la portata della partita. Per centrare gli obiettivi di RefuelEU Aviation e FuelEU Maritime serviranno circa venti milioni di tonnellate di carburanti alternativi entro il 2035, con investimenti stimati intorno ai cento miliardi di euro. Sul fronte ferroviario, il completamento della rete europea ad alta velocità richiederà secondo la Commissione tra 345 e 546 miliardi entro il 2050. Il prezzo dei combustibili rinnovabili resta intanto da due a dieci volte superiore a quello dei convenzionali.

Il secondo nodo è proprio quello ferroviario. Il completamento della dorsale ad alta velocità, già in ritardo e gravato da aumenti di costo, rischia di consegnare un continente a due binari: città metropolitane connesse a trecento chilometri orari, regioni interne ferme a velocità medie di sessanta. Il principio che Marsilio chiede di iscrivere nel parere è che la rete TEN-T non si esaurisca nei nodi metropolitani, ma raggiunga anche le aree rurali e di montagna, senza le quali la coesione territoriale resta un’enunciazione.

Nel capitolo territoriale rientrano i progetti che l’Abruzzo porta da tempo al tavolo europeo: l’aeroporto di Pescara, candidato a ruolo di scalo complementare per il centro Italia, e la linea Roma-Pescara, che il presidente intende inserire nel piano europeo di investimenti per la mobilità. Esempi, agli occhi di chi redige il parere, del rendimento dei fondi comunitari quando agganciati a una domanda di mobilità effettiva.

Il testo, all’ordine del giorno della commissione Coter insieme al pacchetto “Automotive Package” affidato alla socialista spagnola Maria Victoria Chivite Navascués, dovrà ora rientrare in una nuova riunione della commissione per il voto e successivamente in plenaria. Il messaggio politico che Marsilio porta nel dibattito europeo è che il Green Deal va riletto con criteri di gradualità, prima che gli obiettivi emissivi del pacchetto Fit for 55 incontrino una filiera dei trasporti incapace di sostenerli.

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