Inaugurato a Opi il ciclo “Aree fragili: futuro possibile” con il regista Riccardo Milani

28 Aprile 2026
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Riccardo Milani Opi

Il regista di “Un mondo a parte” e il Presidente di Magna Carta, Gaetano Quagliariello, aprono il percorso dedicato ai territori montani nel cartellone dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026

OPI – Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Opi ha ospitato il primo appuntamento del ciclo “Aree fragili: futuro possibile”, un percorso di riflessione e confronto dedicato ai territori montani e promosso dal Comune dell’Aquila insieme alla Fondazione Magna Carta, all’interno del cartellone ufficiale dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. L’incontro inaugurale, dal titolo “Aree interne in cammino: quel mondo a parte che attrae”, ha riunito amministratori, studiosi e protagonisti del mondo culturale per discutere di spopolamento, servizi e nuove opportunità per chi sceglie di restare.

Moderato da Annamaria Parente, Direttrice dell’Osservatorio sulla Crisi Demografica di FMC, il dialogo ha visto confrontarsi il Presidente della Fondazione Magna Carta, Gaetano Quagliariello, e il regista Riccardo Milani, autore del film Un mondo a parte, accolti dai saluti istituzionali del Sindaco di Opi, Antonio Di Santo. A margine dell’iniziativa, Milani ha anche firmato il testo del discorso pronunciato il 16 agosto 2024, quando gli fu conferita la cittadinanza onoraria del Comune.

Milani ha richiamato l’urgenza di trasformare la discussione in azioni concrete, soprattutto a sostegno delle nuove generazioni: «Sono onorato di aver partecipato a questa discussione, che rappresenta un momento importante per le comunità delle aree interne. C’è bisogno di un impegno concreto a tutto tondo, da parte di tutti i soggetti coinvolti, per incentivare le realtà locali e i giovani che vogliono rimanere e costruire qui il proprio futuro e quello delle comunità».

Il Sindaco Di Santo ha ribadito la necessità di un nuovo equilibrio tra territori montani e aree urbane, fondato sul riconoscimento del ruolo strategico dei piccoli comuni: «Vivere in un piccolo centro è una scelta di cultura e di dignità. Le istituzioni sovracomunali hanno il dovere di garantire servizi essenziali perché presidiare questi territori significa fornire servizi ecosistemici non solo alle comunità locali, ma anche alle aree urbanizzate. Occorre un nuovo patto tra territori urbani e aree interne, fondato su un riconoscimento oggettivo di questo contributo».

Con questo primo appuntamento, il ciclo “Aree fragili: futuro possibile” apre una stagione di approfondimenti dedicati alle sfide e alle potenzialità dei territori interni, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito nazionale il tema della qualità della vita nelle comunità montane e delle condizioni necessarie affinché i giovani possano scegliere di restare.

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