Cup di Teramo: scatta da domani lo stato di agitazione

15 Giugno 2026
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Filcams Cgil e Fisascat Cisl proclamano lo stato di agitazione e fermano i turni extra: “Turni last-minute e ferie a rischio, situazione insostenibile”

TERAMO – Le sigle sindacali Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno proclamato lo stato di agitazione e il blocco immediato di straordinari e ore supplementari. Da domani i lavoratori si fermano contro una gestione aziendale definita «ormai insostenibile». Sotto accusa ci sono le società S.c.c.a r.l. e il consorzio Cns, che gestiscono l’appalto per tutti i presidi ospedalieri della provincia. Secondo i sindacati, la dirigenza «ha alzato un vero e proprio muro di gomma, azzerando il dialogo e ignorando ogni richiesta di incontro per risolvere i problemi del personale».  

La decisione nasce da una serie di criticità precise che stanno mettendo a dura prova i dipendenti del Cup. I sindacati denunciano «turni comunicati all’ultimo minuto, spesso il sabato per il lunedì successivo», una modalità che «viola il contratto e impedisce ai lavoratori di pianificare la propria vita privata». A questo si aggiunge una «totale assenza di organizzazione» che costringerebbe il personale e i referenti a gestire da soli, con rientri e sostituzioni forzate, le mancanze della dirigenza.  

La protesta punta il dito anche sull’abuso delle ore extra. «L’azienda – sostengono le due sigle – richiede continuamente straordinari per coprire i vuoti del servizio, rifiutando però di stabilizzare queste ore aumentando i parametri dei troppi contratti part-time involontari». Con l’arrivo dei mesi estivi la situazione rischia di precipitare: «ad oggi – proseguono i sindacati nella nota – non è stato programmato alcun piano di assunzioni o sostituzioni per il personale che andrà in ferie, lasciando intravedere un imminente collasso logistico».  

Infine, i due sindacati contestano il no aziendale allo smart working per gli operatori del call center che vivono fuori comune e «la pretesa che i dipendenti gestiscano il reperimento e la preparazione delle monete per il fondo cassa al di fuori dell’orario di lavoro». Davanti a questo scenario, Filcams Cgil e Fisascat Cisl chiedono un intervento urgente della Asl di Teramo, come committente, affinché «esca dal silenzio e apra un tavolo di trattativa serio per tutelare i lavoratori e garantire il servizio ai cittadini. Senza risposte concrete, la mobilitazione andrà avanti», annunciano le sigle.


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