Marinelli (Pd) attacca FdI: «La destra festeggia la durata del governo, ma il Paese è fermo». «In Abruzzo sanità al collasso e tasse al massimo»

4 Settembre 2026
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Daniele Marinelli

Il segretario regionale del Partito Democratico, Daniele Marinelli, critica duramente la convention di Fratelli d’Italia a Bari: «Stabilità non significa qualità. Famiglie e imprese non hanno nulla da festeggiare». Nel mirino anche la gestione regionale: «Abruzzo abbandonato, sanità in deficit, giovani in fuga»

L’AQUILA – «L’Italia reale non ha nulla da festeggiare». È netto il giudizio di Daniele Marinelli, segretario regionale del Partito Democratico, che interviene sulla convention di Fratelli d’Italia a Bari, organizzata per celebrare la durata del Governo Meloni.

«Mentre i vertici di FdI pensano a riempire i pullman abruzzesi diretti a Bari per non fare brutte figure ai festeggiamenti, l’Abruzzo e il resto del Paese reale affrontano un’amara certezza: per le famiglie e le imprese non c’è proprio nulla da festeggiare», afferma Marinelli.

Secondo il segretario Dem, la maggioranza di governo «non potendo raccontare alcun risultato concreto, decanta la durata dell’esecutivo». Una stabilità che, sostiene, «non si è tradotta in qualità dell’azione politica ma in una vera e propria paralisi».

«Hanno avuto una maggioranza così ampia da poter realizzare tutto e invece non hanno fatto nulla», prosegue Marinelli, definendo la durata del governo «l’ennesimo e sinistro effetto del fallimento di questa destra».

Il segretario cita una serie di indicatori economici e sociali: «Dal 2021 a oggi, i salari reali hanno perso oltre il 6% del loro potere d’acquisto, erosi da un carovita incontrollato, da bollette energetiche e carburanti tra i più alti d’Europa e da una pressione fiscale al massimo storico».

La sanità, aggiunge, «è a picco: sei milioni di italiani rinunciano alle cure e siamo tra gli ultimi in Europa per risorse impiegate sul fondo sanitario nazionale».

Sul fronte produttivo, Marinelli parla di «quattro anni consecutivi di calo della produzione industriale» e di «occupazione povera, precaria e a tempo determinato». L’economia, sostiene, «è ferma e non affonda in recessione solo grazie agli investimenti del PNRR, che FdI ha prima ostacolato e oggi fatica a mettere a terra».

Critiche anche sulla sicurezza: «Il Governo Meloni ha prodotto slogan e una moltiplicazione dei reati, senza affrontare le cause e senza aumentare mezzi e risorse per sindaci e forze dell’ordine. La destra ha guidato il Viminale in 18 degli ultimi 25 anni, producendo soltanto propaganda e insicurezza».

Marinelli punta il dito anche sulle politiche ambientali: «Di fronte alla crisi climatica, la destra negazionista non sa vedere le cause e non sa affrontare le emergenze».

L’Abruzzo «abbandonato»

Nel quadro nazionale, sostiene Marinelli, «l’Abruzzo paga il prezzo più alto».

«Giorgia Meloni è stata eletta parlamentare in questo territorio, eppure non è arrivata nemmeno una riserva di gratitudine o un’attenzione concreta per la sua terra di elezione, abbandonata a sé stessa senza alcuna opera memorabile in quasi quattro anni».

La critica si estende alla Giunta regionale: «In otto anni di governo, privi di una sola opera che resti nella memoria, Marsilio ha espresso una linea dagli effetti persino più pesanti di quella romana».

Marinelli ricorda il «deficit della sanità pubblica abruzzese», che ha costretto la Regione «ad aumentare le tasse praticamente al massimo, nonostante avessero promesso che non lo avrebbero mai fatto».

«Oltre 160mila abruzzesi hanno rinunciato a curarsi, le liste d’attesa restano insostenibili e appena un terzo delle ricette mediche si traduce in una prestazione effettiva», afferma.

A questo quadro aggiunge «il crollo del tessuto artigiano, i rincari del trasporto pubblico locale e una fuga di giovani senza ritorno».

«Non c’è nulla da festeggiare: serve un’alternativa»

«Di fronte a questo quadro difficilissimo, dovrebbero spiegare agli italiani che cosa ci sia esattamente da festeggiare», conclude Marinelli.

«Servirebbero sobrietà e massima concentrazione sui problemi della regione e del Paese. Invece la destra celebra la permanenza al potere e si occupa soltanto delle leggi elettorali, nazionale e regionale, per provare a mantenere le poltrone. Non ci riusciranno. Il Paese è stanco, sfiduciato, arrabbiato».

Per il segretario Dem, è il momento di «costruire un’alternativa di governo seria, concreta, popolare per l’Abruzzo e per l’Italia», mettendo al centro «tutela della salute, difesa dell’ambiente, lavoro dignitoso, diritto alla casa, giustizia sociale e lotta al carovita».

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