L’accensione del Tripode della Pace segna l’apertura della 732ª Perdonanza Celestiniana

24 Agosto 2026
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Tra memoria e spiritualità, lo show di Collemaggio, trasmesso su Rai 1, ha visto il capoluogo stringersi attorno al messaggio di Papa Celestino V

L’AQUILA – Con la solenne accensione del Tripode della Pace si è aperta ufficialmente all’Aquila la 732ª Perdonanza Celestiniana, un’edizione dal profondo valore simbolico nell’anno in cui il capoluogo riveste il ruolo di Capitale italiana della Cultura. Il Fuoco del Morrone, giunto a Piazza Palazzo al termine del viaggio iniziato una settimana fa dall’Eremo di Sant’Onofrio, è stato consegnato nelle mani del sindaco Pierluigi Biondi dai tedofori Mario Centi e Riccardo Marcolli.

La cerimonia istituzionale, svoltasi alla presenza delle massime autorità civili e religiose come il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’arcivescovo Antonio D’Angelo, il presidente della Provincia Angelo Caruso e il presidente del Comitato Festa Perdonanza Floro Panti, ha visto l’emozionato ricordo delle vittime dei terremoti dell’Aquila del 2009 e di quello del Centro Italia, di cui ricorre il decennale.

Nel suo discorso inaugurale, il sindaco Pierluigi Biondi ha ripercorso i significati storici, etici e politici dell’indulgenza concessa da Pietro da Morrone, richiamando la figura di San Francesco d’Assisi, le parole di Giorgio La Pira e la lezione di Ignazio Silone: «Il gesto laico, quale espressione della Municipalità, di accensione del Tripode che esalta l’indulgenza d’agosto, concessione per la pace che lo stesso Celestino V ristabilì tra le fazioni cittadine, è carico di quelle tematiche celestiniane tanto profonde quanto determinanti nella sua epoca e ancora di più in questi tempi complicati».

Affrontando il tema della responsabilità diplomatica e della speranza nell’attuale contesto geopolitico, il primo cittadino ha poi marcato il confine e il punto d’incontro tra fede e amministrazione della cosa pubblica: «La speranza per la Chiesa è una virtù teologica fondata sulla promessa e sulla grazia di Dio e orientata alla vita eterna, capace di sperare contro ogni speranza terrena. La speranza laica è un’attesa immanente radicata nella ragione, è frutto dell’esperienza dell’uomo e della donna, si definisce nel tempo storico, mira al progresso sociale, alla giustizia, alla libertà, alla dignità, la pace, in questo caso, ha il respiro della mediazione, della diplomazia. Come uomo di fede non posso che credere che la Pace abbia il respiro dell’Eterno, ma come uomo dell’amministrare ho l’obbligo di impegnarmi affinché la Pace abbia il respiro della mediazione».

Alla cerimonia di apertura della 732ª Perdonanza Celestiniana ha preso la parola anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il quale ha ribadito la centralità dell’evento e la sua dimensione internazionale: «Il Fuoco del Morrone, nel suo viaggio dall’Eremo di Sant’Onofrio attraverso borghi e comunità, rappresenta simbolicamente un Abruzzo che si ritrova intorno ai valori del dialogo, della riconciliazione e del perdono. Un filo che unisce territori, generazioni e memorie e che, con l’accensione del Tripode, dà avvio a una delle celebrazioni più importanti e identitarie della nostra regione. Quest’anno la Perdonanza assume un significato ancora più forte perché L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026. È un’occasione straordinaria per mostrare all’Italia e al mondo non soltanto la bellezza e la storia della città, ma anche i valori universali che essa è capace di esprimere. La cultura è capacità di generare incontro, partecipazione e coesione e la Perdonanza riesce a tenere insieme, in maniera straordinaria, storia e futuro, spiritualità e dimensione civile, identità locale e vocazione universale».

I riti si sono poi trasferiti sul piazzale della Basilica di Santa Maria di Collemaggio per il grande evento serale “La forza del Perdono“, trasmesso in diretta su Rai 1 con la conduzione di Lorena Bianchetti e Gabriele Corsi e la direzione artistica del Maestro Leonardo De Amicis.

Ad accogliere i circa settemila spettatori è stato Gianni Morandi con “Un mondo d’amore“, prima di lasciare spazio alla seconda accensione del Tripode narrata dall’attore Raoul Bova e alle evocazioni celestiniane interpretate da Luca Violini dal torrione della basilica. Sul palco si sono poi succeduti grandi nomi della musica e del teatro: Massimo Ranieri, Simone Cristicchi, Sal Da Vinci, Marco Masini, Serena Autieri, Amara, il rapper Sayf, l’influencer Edoardo Prati e Laura Chiatti, che ha letto la poesia di Wisława Szymborska “Sotto una piccola stella“. Momenti toccanti anche con l’omaggio alla città di Giorgio Pasotti e le parole di speranza di don Maurizio Patriciello.

Le celebrazioni proseguiranno nei prossimi giorni fino al momento culminante del 28 agosto, con il tradizionale Corteo della Bolla e l’apertura della Porta Santa.

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