Impianto rifiuti a Sulmona, Get Energy ripresenta il progetto di pirolisi: «Non è un inceneritore»

6 Agosto 2026
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Get Energy ripresenta il progetto per il sito di Sulmona

La società torna alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale con un progetto modificato: meno rifiuti trattati, synoil inviato altrove come rifiuto e syngas purificato prima della combustione. Il Forum H2O avverte: «Persistono criticità, fino al 59% dei rifiuti si trasforma in altri rifiuti da smaltire. Enti e cittadini tengano alta la guardia»

SULMONA – Get Energy torna alla carica sull’impianto di trattamento rifiuti a Sulmona. La società, che in passato aveva ritirato il progetto di incenerimento con pirolisi dopo le contestazioni delle associazioni, ha avviato una nuova procedura di PAUR con relativa Valutazione di Impatto Ambientale, ripresentando il progetto in versione modificata. Al centro, ancora una volta, la pirolisi di rifiuti e la gestione dei gas e dei prodotti derivati, con l’obiettivo di non rientrare nella categoria degli inceneritori.

Il nuovo schema prevede il trattamento mediante pirolisi di 18.660 tonnellate l’anno di rifiuti, circa la metà rispetto alla prima proposta. Altre 3.500 tonnellate l’anno di plastiche sarebbero recuperate come End of Waste, per un totale di 22.160 tonnellate annue di rifiuti in ingresso. L’impianto tratterebbe 4.000 tonnellate di plastiche e 18.160 tonnellate di altri rifiuti: imballaggi in materiali compositi, plastica e gomma da trattamento meccanico, rifiuti combustibili (CDR), frazioni leggere combustibili non recuperabili come materia.

Secondo i tecnici dell’azienda, il syngas prodotto dalla pirolisi verrebbe sottoposto a ulteriori processi di purificazione prima di essere bruciato in azienda per produrre energia elettrica in otto gruppi elettrogeni per complessivi 3,44 MWe. Grazie a questi trattamenti, sostengono, il progetto non sarebbe inquadrabile come inceneritore, beneficiando dell’esclusione prevista dalla legge per gli impianti di pirolisi in cui i gas prodotti sono purificati in misura tale da non costituire più rifiuti prima dell’incenerimento e da generare emissioni non superiori a quelle derivanti dalla combustione di gas naturale. Le migliaia di tonnellate di synoil ottenute dai rifiuti verrebbero invece inviate altrove come rifiuto.

Sul progetto interviene il Forum H2O, che da anni segue la vicenda. «I documenti sono ora tutti visibili al contrario del precedente progetto dove si era verificato un maldestro tentativo di segretazione. Le modifiche introdotte confermano quanto fossero fondate le nostre osservazioni al primo progetto», dichiara Augusto De Sanctis. «A nostro avviso, ad una prima lettura delle carte che ovviamente approfondiremo, persistono comunque diverse significative criticità. Seppur ridotte, ci sarebbero emissioni in atmosfera dai bruciatori, che si andrebbero a sommare a quelle degli altri impianti industriali della zona in una conca chiusa come la Valle Peligna».

Il Forum sottolinea anche la natura dei flussi in uscita: «Il processo alla fine trasforma gran parte dei rifiuti in ingresso in altri rifiuti da smaltire. Infatti dalle 22.160 tonnellate di rifiuti iniziali, si formerebbero, per ammissione della stessa azienda, da 3.358,8 a 3.732 tonnellate/anno di rifiuti quali ceneri e da 7.464 a 9.330 tonnellate/anno di synoil. Pertanto fino al 59% dei rifiuti in ingresso si trasformeranno in altri rifiuti da gestire successivamente in altri impianti».

Un ulteriore punto critico riguarda la gestione del syngas: «La qualità del syngas da bruciare sarebbe valutata di volta in volta e, nel caso di non conformità rispetto ai requisiti previsti per la produzione energetica, verrebbe inviato alla torcia di sicurezza con le relative emissioni in loco», osserva De Sanctis. «Perplessità le abbiamo anche sulla pretesa dell’azienda di escludere l’impianto dalla procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale».

Da qui l’appello: «Insomma, invitiamo nuovamente enti e cittadini a tenere alta la guardia e ad esaminare bene le carte assieme a noi in vista della nuova tornata di osservazioni che si aprirà a breve dopo una prima verifica da parte degli enti che già in questa fase possono chiedere integrazioni documentali».

La documentazione progettuale è disponibile sul sito della Regione Abruzzo, nella sezione dedicata al progetto per la realizzazione dell’impianto di messa in riserva di rifiuti non pericolosi (R13) e trattamento con pirolisi.

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