Servizio idrico in Abruzzo, Monaco (AVS): «Due gestori sì, ma senza nuove poltrone»

6 Agosto 2026
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Alessio Monaco

Il capogruppo regionale: priorità a investimenti sulle reti, depurazione e tariffe sostenibili

PESCARA – Via libera alla riorganizzazione del servizio idrico in Abruzzo su due ambiti territoriali, ma con un monito chiaro: evitare la creazione di nuove sovrastrutture e concentrare le risorse sugli investimenti. È la posizione espressa dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, Alessio Monaco, intervenuto nel corso della seduta congiunta della Prima e della Seconda Commissione, riunite per esaminare il parere sullo studio di fattibilità dell’ERSI (Ente Regionale per il Servizio Idrico).


Al centro del dibattito, la proposta di suddivisione dell’Ambito Territoriale Unico Regionale (ATUR) in sub ambiti. «Sì alla gestione dell’acqua su due ambiti per rimanere vicini ai territori – ha dichiarato Monaco – ma stop al rischio di creare nuove poltrone e sovrastrutture. Il vero problema dell’Abruzzo non è la carenza d’acqua, bensì trent’anni di mancati investimenti sulle reti».


Il consigliere regionale sottolinea come la scelta di due gestori, in alternativa a un unico soggetto centralizzato, risponda alle esigenze di prossimità e di efficienza amministrativa, soprattutto in un territorio eterogeneo come quello abruzzese, tra aree interne e fascia costiera. Una soluzione, evidenzia, condivisa da numerosi amministratori locali e coerente con le valutazioni tecniche dell’ERSI.

Monaco richiama però l’attenzione sul “paradosso abruzzese”: una regione ricca di risorse idriche, ma penalizzata da infrastrutture obsolete. «Le nostre sorgenti producono più acqua di quanta ne serva alla popolazione – spiega – ma la dispersione dovuta a reti colabrodo è il risultato di decenni di scarsa manutenzione e investimenti insufficienti».

Tra i punti qualificanti del percorso normativo, il capogruppo AVS evidenzia la salvaguardia dei piccoli Comuni, in particolare quelli sotto i 3.000 abitanti, ai quali è stato garantito il diritto di rappresentanza e voto nell’Assemblea ERSI. Ribadita anche la necessità di tutelare e valorizzare le professionalità già impiegate nel settore.
Restano tuttavia forti le preoccupazioni sulle modalità di attuazione della riforma. «Bisogna evitare – avverte Monaco – la nascita di consorzi intermedi o reti d’impresa che finirebbero per aumentare costi e burocrazia, senza migliorare i servizi».
Da qui una serie di proposte operative: destinare una quota obbligatoria delle risorse di ogni opera pubblica all’ammodernamento delle reti idriche e fognarie; investire prioritariamente nella depurazione per la tutela ambientale; contenere le tariffe per i cittadini; e promuovere il riutilizzo delle acque depurate e piovane per usi non potabili.
«La gestione dell’acqua deve rimanere pubblica, efficiente e orientata ai bisogni reali dei territori – conclude Monaco –. Vigileremo affinché questa riforma porti a servizi migliori e non a nuove strutture burocratiche».

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