Reprimenda del sindaco di Pescara contro il consigliere di minoranza: «Diffonde paura per avere visibilità, ma così spaventa i cittadini e distoglie le forze dell’ordine da altri compiti»
PESCARA – Diffonde paure ingiustificate tra i residenti e distoglie le forze dell’ordine da altri compiti per verificare quelle che alla fine si rivelano infondate: questo, secondo il sindaco Carlo Masci, fa il consigliere di minoranza Domenico Pettinari, già candidato sindaco alle ultime Comunali ed ex consigliere regionale del M5S.
Masci prende la palla al balzo per l’allarme sulla rioccupazione di un appartamento di via Tavo, che era stato sgomberato appena un mese prima. Un alloggio popolare che, a quanto denunciato da Pettinari, viene utilizzato in particolare durante le ore notturne, in circostanze e con modalità tutt’altro che chiare.
«Notizie completamente false», assicura il sindaco Masci a proposito della presunta rioccupazione, richiamando «la netta e inequivocabile smentita dell’Ater». Il primo cittadino parla perciò di «comportamenti che non producono alcun beneficio alla collettività, ma alimentano esclusivamente paure ingiustificate».
Non solo: «Costringono le forze dell’ordine a impiegare tempo e risorse per verificare fake news, sottraendole alle ordinarie attività di controllo e presidio del territorio che svolgono con professionalità ogni giorno. E finiscono», incalza il sindaco, «anche per danneggiare gravemente l’immagine di Pescara, descrivendola falsamente come un territorio nel quale lo Stato sarebbe incapace di far rispettare la legalità».
«Chi ricopre un incarico pubblico», continua la reprimenda di Masci, «ha il dovere di verificare i fatti prima di parlare. Non è accettabile fare propaganda o inseguire la ricerca della visibilità personale. Pettinari chieda pubblicamente scusa ai cittadini per aver diffuso informazioni false che hanno generato un ingiustificato clima di allarme. Chi vive quotidianamente in quei quartieri merita rispetto, non campagne mediatiche costruite sulla disinformazione».
«Consiglio, inoltre, di mettere un freno a questa continua frenesia mediatica», conclude sarcasticamente il sindaco, «perché quando si rincorrono notizie senza verificarle il rischio è sempre lo stesso: trasformare la ricerca del clamore in un boomerang con figuracce che finiscono inevitabilmente per smentire chi le ha provocate».