Acqua, l’Abruzzo verso due sub ambiti: il piano Ersi passa in Commissione. Ora la decisione spetta alla giunta regionale

5 Agosto 2026
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Riforma del servizio idrico in Abruzzo

Le commissioni regionali danno il via libera allo studio di fattibilità dell’Ersi: prevista la divisione del territorio in “Gran Sasso” e “Majella-Morrone”. La decisione finale sulla nuova gestione dell’acqua spetterà ora alla giunta regionale

L’AQUILA – Le commissioni regionali aprono la strada alla nuova organizzazione del servizio idrico abruzzese. Il futuro dell’acqua in Abruzzo passa dalla divisione dell’attuale ambito territoriale unico regionale (Atur) in due sub ambiti territoriali: è questa la proposta contenuta nello studio di fattibilità elaborato da Ersi, approvato oggi con parere favorevole unanime dei presenti dalle commissioni congiunte “Bilancio, Affari generali e istituzionali” e “Territorio, Ambiente e Infrastrutture”.

Il voto rappresenta un passaggio previsto dalla legge regionale 12/2026, che ha fissato tempi e modalità della riforma del sistema idrico. Adesso toccherà alla giunta regionale assumere la decisione definitiva sulla nuova governance, dopo aver acquisito lo studio dell’Ente regionale servizio idrico e il parere delle commissioni.

La proposta di Ersi prevede la nascita di due consorzi tra gli attuali gestori, con una ripartizione che coinvolge i sei soggetti oggi presenti sul territorio regionale. Il primo sub ambito, denominato “Gran Sasso”, comprenderebbe Gsa Spa, Cam Spa e Ruzzo Reti Spa, includendo anche i Comuni della Valle Subequana: complessivamente 118 Comuni e 470.204 residenti serviti.

Il secondo, denominato “Majella-Morrone”, riunirebbe invece Aca Spa, Saca Spa e Sasi Spa, per un totale di 181 Comuni e 832.195 abitanti serviti.

Secondo Ersi, la scelta di due gestori nasce da valutazioni tecniche, economiche e giuridiche legate soprattutto ai tempi di attuazione della riforma e alla complessità di arrivare in questa fase a un unico soggetto regionale. La relazione sottolinea la necessità di favorire forme di collaborazione consortile tra gli attuali gestori, mantenendo l’affidamento in house.

La seduta è stata coordinata dai presidenti delle commissioni Vincenzo D’Incecco ed Emiliano Di Matteo. In audizione è intervenuto il presidente di Ersi Luigi Di Loreto, mentre ai lavori ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. I gruppi di opposizione di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Abruzzo Insieme hanno lasciato l’Aula senza partecipare al voto. Favorevoli invece i gruppi di centrodestra e i consiglieri Enio Pavone (Azione) e Alessio Monaco (Alleanza Verdi Sinistra).

Nel corso della stessa seduta la Commissione “Territorio, Ambiente e Infrastrutture” ha approvato all’unanimità anche la risoluzione presentata dalla consigliera regionale Marilena Rossi (FdI) per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale dopo gli eventi meteo eccezionali che hanno colpito la provincia di Teramo il 21 e 22 luglio. Il documento impegna la Protezione civile regionale a effettuare una ricognizione dei danni e la Regione a valutare interventi urgenti a sostegno di imprese, aziende agricole ed enti locali.



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