Pescara Calcio, multe a Sebastiani e Verratti: documenti non presentati quando l’ex biancazzurro è entrato in società

19 Giugno 2026
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Il Tribunale federale della Figc converte in sanzioni pecuniarie le inibizioni ai soci che non hanno comunicato i requisiti richiesti dopo l’ingresso dello scorso anno. Nessuna conseguenza sportiva per la squadra

PESCARA – Il Tribunale federale nazionale (Tfn) ha convertito in ammende tra i novemila e i ventimila euro le inibizioni al presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, e ad altre figure riconducibili alla catena di controllo della società, tra cui l’ex calciatore biancazzurro Marco Verratti e la moglie Jessica Aidi.

Il procedimento nasce dalla mancata o incompleta presentazione alla commissione preposta della Federcalcio, la Coaps: qui doveva arrivare tutta la documentazione che attesta i requisiti di solidità finanziaria e di onorabilità del soggetto, che sia persona fisica o società, che acquisisce una partecipazione di un club professionistico. Cosa che però non è avvenuta secondo modi e termini imposti dalle regole federali, ed è quindi partito il procedimento che ha portato al deferimento da parte del procuratore federale.

Le norme stabiliscono che tutti i soggetti che acquisiscano non meno del 10% del capitale sociale di una società professionistica debbano inviare tale documentazione entro due settimane dalla formalizzazione dell’ingresso. L’operazione Verratti fu formalizzata il 2 giugno dello scorso anno e, quindi, questi documenti dovevano essere inviati entro il 17 giugno successivo, nei giorni seguenti la promozione in Serie B.

Tra l’altro questo invio di documenti non sarebbe stato fatto neanche a seguito di sollecito. Le originarie inibizioni previste sono state convertite, su richiesta degli interessati, in sanzioni pecuniarie. Oltre a Sebastiani (15mila euro), Verratti e Aidi (novemila ciascuno), il Tribunale federale nazionale ha sanzionato anche Giliberti Birindelli, Soulard e Tazzieri, tutti con 12mila euro. Per la società Pescara calcio, chiamata a rispondere per responsabilità diretta e oggettiva, l’ammenda è invece di ventimila euro. Queste sanzioni non comportano comunque conseguenze sportive per il club.

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