Il mezzo distrutto dalle fiamme è stato ritrovato nel quartiere di Tor Bella Monaca. Indagano i Carabinieri del TPC dell’Aquila
ROMA – Si stringe il cerchio delle indagini sul clamoroso furto messo a segno lo scorso 29 luglio negli uffici direzionali della società Lilli Petroli, tra Oricola e Carsoli, a ridosso del casello autostradale. Come riportato dal quotidiano Il Messaggero, le forze dell’ordine hanno ritrovato a Roma il furgone dell’azienda utilizzato dai malviventi per trasferire il prezioso bottino, ma del mezzo non restano che le lamiere.
Il furgone è stato rinvenuto dai Carabinieri in una zona periferica del noto quartiere romano di Tor Bella Monaca, completamente distrutto dalle fiamme.
Dietro il gesto probabilmente il tentativo di eliminare tutte le tracce biologiche presenti sul mezzo. Il ritrovamento rafforza così l’ipotesi che ad agire sia stata una commando altamente specializzato nel traffico internazionale di opere d’arte, con ogni probabilità arrivato dalla Capitale. Un gruppo composto da circa dieci persone che conosceva perfettamente sia il valore delle opere conservate sia la loro esatta collocazione negli uffici della Lilli Petroli.
Il bottino sottratto ha un valore stimato tra i 4 e i 5 milioni di euro. I ladri si sono impossessati di sculture e bassorilievi di inestimabile pregio, attribuiti a maestri del Novecento del calibro di Pablo Picasso e Giacomo Manzù.
Sull’episodio lavorano in stretta sinergia i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo e i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dell’Aquila, specializzati nel contrasto al mercato clandestino di beni artistici. Le indagini proiettano ora le ricerche sull’asse Roma-Abruzzo, sulle tracce dei basisti e dei possibili canali di ricettazione internazionale.