Il parlamentare di Fratelli d’Italia replica alle accuse di Blasioli e Paolucci sulla scarsa trasparenza: polemica politica su presupposti inesistenti, i documenti raccontano una realtà diversa
PESCARA – “Non esiste alcuna autovalutazione del direttore generale della Asl di Pescara, Vero Michitelli”: Guerino Testa, parlamentare di Fratelli d’Italia, respinge le accuse dei consiglieri regionali del Partito democratico, Silvio Paolucci e Antonio Blasioli. I due esponenti del Pd avevano denunciato scarsa trasparenza nella valutazione del direttore generale, e diffidato l’assessore Nicoletta Verì dal portare in giunta una delibera basata su dati “non validati”, lamentando la coincidenza tra controllato e controllore.
Secondo Testa invece “i documenti raccontano una realtà molto diversa: quella di un procedimento ordinario, sottoposto alle verifiche degli organismi regionali e caratterizzato da continui scambi istruttori, finalizzati proprio ad assicurare la massima correttezza e trasparenza. Le dichiarazioni di Paolucci e Blasioli”, continua Testa, “restituiscono una rappresentazione dei fatti che non trova riscontro nella documentazione ufficiale e rischia di generare confusione su un procedimento che, al contrario, si è svolto secondo modalità ordinarie e trasparenti”.
“Non esiste alcuna anomalia nel fatto che la comunicazione del 2 aprile scorso sia stata firmata dal direttore sanitario Rossano Di Luzio e quella dell’8 maggio dal direttore generale. Si tratta di due richieste diverse”, dice ancora Testa, “formulate dall’Agenzia sanitaria regionale a destinatari diversi. La prima era indirizzata al direttore sanitario, che ha trasmesso i dati richiesti; la seconda al direttore generale che ha fornito i chiarimenti successivamente sollecitati dall’Agenzia”.
Testa sottolinea come la nota dell’8 maggio non contenga attribuzioni di punteggi, né valutazioni finali o giudizi sul raggiungimento degli obiettivi. “Riguarda esclusivamente dati e informazioni richiesti dall’Agenzia sanitaria regionale nell’ambito dell’istruttoria di competenza della Regione”, ribadisce il parlamentare, “la valutazione spetta alle strutture regionali preposte e non certo al direttore generale della Asl. Non esiste alcuna contraddizione tra il dato dell’86% e quello del 92%: la differenza deriva dal fatto che nella prima comunicazione erano disponibili soltanto i dati fino a giugno 2025; nella successiva sono stati inclusi anche i flussi relativi ai mesi seguenti”.
“Si parla di criteri privilegiati, di punteggi e di risultati quando il procedimento risulta ancora nella disponibilità degli organismi regionali competenti”, conclude Testa, convinto che “alla luce di questi elementi, appare evidente come si stia tentando di costruire una polemica politica su presupposti inesistenti”.