Pd e M5S bocciano il piano del Comune sui rifiuti: «Un milione e mezzo in più a carico dei contribuenti, nessun vantaggio dal porta a porta e il servizio continua a peggiorare»
PESCARA – Il servizio peggiora ma i costi aumentano: l’opposizione di centrosinistra annuncia battaglia con le nuove tariffe sui rifiuti, che lunedì vengono discusse in consiglio comunale. La minoranza denuncia l’aumento del costo complessivo del servizio che passa da circa 27,7 milioni di euro a oltre 29,2 milioni: un aggravio di circa 1,5 milioni di euro destinato a ricadere sui contribuenti.
«L’incremento del 10% della quota variabile della tassa sui rifiuti, destinato a incidere sulle spese di famiglie e attività economiche», accusano i consiglieri del Pd Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli e Michela Di Stefano, che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa davanti a palazzo di città. «Aumento a dir poco ingiustificato», sostengono gli esponenti del Pd, «soprattutto in relazione a tutti i problemi che continuano a caratterizzare il servizio. Problemi aumentati in maniera considerevole dopo l’estensione del porta a porta».
Strade sporche, abbandoni incontrollati, difficoltà legate al porta a porta e un livello di decoro urbano non all’altezza rappresentano, secondo il Pd, lo stato del sistema dei rifiuti oggi in città. Per questo viene chiesto all’amministrazione di rivedere il piano tariffario, individuando risorse alternative per contenere gli aumenti e alleggerire il peso della Tari su famiglie e imprese.
Nel mirino c’è poi la mancanza di spiegazioni sull’incremento dei costi del servizio e sui benefici dei quali dovrebbe giovarsi la cittadinanza con il potenziamento della raccolta differenziata. Il Pd punta inoltre il dito contro la mancanza di un piano industriale di Ambiente spa, circostanza più volte lamentata, che determina la difficoltà nell’arrivare alla riduzione delle tariffe che dovrebbe essere conseguita con il porta a porta, mentre invece al contrario i costi aumentano
«L’incremento di 1,5 milioni di euro», afferma invece una nota di Paolo Sola, capogruppo del Movimento 5 Stelle, «finirà inevitabilmente per gravare sui cittadini e sulle attività economiche. E tutto questo mentre Pescara continua a fare i conti con strade sporche, abbandoni incontrollati di rifiuti, disagi legati al porta a porta e un sistema che, dopo mesi di denunce, continua a dimostrare tutti i suoi limiti».
«Il paradosso più clamoroso», aggiunge Sola, «è che la stessa relazione di validazione predisposta da Agir assegna alla gestione del servizio di Pescara una valutazione “non soddisfacente” rispetto ai risultati ambientali e all’efficacia delle attività di riutilizzo e riciclo. In altre parole, mentre l’ente competente certifica che gli obiettivi raggiunti non sono soddisfacenti, ai pescaresi viene comunque presentato un conto più salato».
«Da oltre un anno denunciamo una gestione completamente fuori controllo», continua Sola, «il porta a porta esteso senza una pianificazione adeguata, cumuli di rifiuti sempre più frequenti, controlli insufficienti, fototrappole inadeguate, operatori costretti a lavorare in condizioni difficili e una città che, giorno dopo giorno, appare sempre meno curata. E la risposta dell’amministrazione è sempre la stessa: far pagare di più i cittadini».