Saltarello, cori, gruppi folk e big della musica italiana: allo Stadio del Mare va in scena la quarta edizione della manifestazione che coniuga tradizione e modernità
PESCARA – “Buonasera Pescara iniziamo così la Notte dei Serpenti. Grazie a tutti!” Il maestro Enrico Melozzi irrompe con queste parole sul palco dello Stadio del Mare e dà il via alla quarta edizione della manifestazione che porta l’Abruzzo alla ribalta nazionale.
Ritmo, colori, tradizione e grandi ospiti. La piazza gremita applaude a lungo decine di cori, gruppi folk, danzatori di saltarello e rievocazioni storiche come il Laccio d’Amore di Penna Sant’Andrea, sapientemente fusi con la musica leggera italiana sotto la direzione artistica del maestro Melozzi. “Per organizzare questa serata ho fatto di tutto”, dice dal palco, “ci ho messo il cuore”. La folla lo ringrazia scandendo a gran voce il suo nome.
Ad affiancarlo sul palco arriva Elettra Lamborghini e poi prende il via una lunga carrellata di ospiti. Apre la Banda dell’Esercito, si ride con le battute di Gabriele Cirilli e si ammira la squadra di ginnastica ritmica dell’Aeronautica militare. E poi le canzoni di Patty Pravo, Raf, Antonia, Baby K, Bambole di pezza, Clementino, Mr Rain, e del soprano Carmela Remigio.
Sull’anima artistica dello spettacolo e sull’incontro tra tradizione e modernità è intervenuto il presidente Marco Marsilio: “Il Laccio d’Amore di Penna Sant’Andrea”, dice, “è una delle manifestazioni artistiche della cultura popolare abruzzese più conosciute, più preziose e più belle da vedere, che impreziosisce questa serata perché insieme a loro decine e decine di cori, di gruppi folk e di gruppi di ballo del saltarello con i loro costumi tipici sono qui ad animare il sottopalco per ballare al ritmo della musica, del saltarello e delle canzoni tradizionali. La musica popolare ha il suo fascino antico, ma la volontà della Notte dei Serpenti è anche quella di coniugarla con la modernità, con l’innovazione, e poterla quindi trasmettere anche alle nuove generazioni che cercano nuovi linguaggi adeguati a loro stessi”.
Esprime soddisfazione anche il sindaco di Pescara Carlo Masci: “La Notte dei Serpenti non è soltanto un grande spettacolo, è la rappresentazione dell’orgoglio abruzzese, è un filo invisibile che unisce il nostro passato al futuro. Rielaborando le canzoni dei nostri nonni e dei nostri padri e passando per le voci dei giovani coristi che stasera ammiriamo sul palco, crea un collegamento tra tradizione e modernità. La Notte dei Serpenti manda in onda la nostra identità e grazie alla Rai 1, che ha creduto in questo progetto, tutta l’Italia, finalmente, conosce Pescara e l’Abruzzo anche da un punto di vista musicale inedito, sconosciuto al grande pubblico. Pescara oggi vive l’abbraccio tra il mare e la montagna, tra la tradizione folkloristica e le nuove generazioni e si proietta in una dimensione nazionale e internazionale”.