Il Pd accusa: «Anni di ritardi nonostante gli annunci». L’assessore Carota: «Necessario adeguarsi ai nuovi standard di sicurezza, a breve gli accertamenti di una società esterna»
PESCARA – Servono verifiche sulla vulnerabilità sismica dell’edificio per proseguire con gli interventi di riqualificazione del Museo Colonna. A puntare il dito contro i ritardi nella riapertura della struttura sono stati i consiglieri comunali del Partito democratico, ai quali è arrivata la risposta dell’assessore Maria Rita Carota sullo stato dell’arte e sui prossimi passi necessari per restituire il museo alla città.
«Tutto fermo, museo che cade a pezzi e pescaresi che rimpiangono le stagioni in cui era il cuore di mille mostre e iniziative», lamentano i dem Giovanni Di Iacovo, Piero Giampietro, Michela Di Stefano e Francesco Pagnanelli, insieme al consigliere regionale Antonio Blasioli, «ancora oggi non si sa tra quanti anni il Colonna potrà riaprire, nonostante anni di annunci». A bloccare gli interventi è la necessità di lavori più accurati di quelli già previsti. «Siamo sostanzialmente vicini al punto zero», accusa il Pd.
Il problema, ha replicato l’assessore, risiede nel fatto che «si tratta di una struttura che non risponde più ai nuovi standard in materia di vulnerabilità sismica». Perciò «con l’ultima variazione di bilancio abbiamo previsto anche l’affidamento dell’incarico a una società esterna specializzata, che dovrà effettuare le necessarie verifiche sulla vulnerabilità sismica».
La società inizierà le attività nelle prossime settimane e in seguito sarà possibile definire l’importo necessario per l’adeguamento. «L’intervento non riguarderà esclusivamente il Museo Colonna», chiarisce Carota, «ma comprenderà la riqualificazione dell’intera piazza Primo Maggio, con un milione di euro messo dal Comune, il ripristino della Porta del Mare di Summa che sarà finanziata dalla Fondazione Pescarabruzzo e 300mila euro per riqualificare l’area all’incrocio con corso Umberto e tutta l’area parcheggio».