Il capogruppo del Movimento 5 Stelle interviene dopo il botta e risposta seguito alla trasmissione di Rete 4: «Servono soluzioni strutturali per i problemi di degrado, bisogna intervenire anche con manutenzione, illuminazione e iniziative culturali e sociali»
PESCARA – «Serietà, continuità e soluzioni strutturali per i problemi di sicurezza e degrado di piazza Santa Caterina»: è quanto chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola. Che denuncia: «Invece assistiamo al solito teatrino: da una parte chi arriva con telecamere al seguito a raccontare una zona di guerra, dall’altra un’amministrazione che risponde concentrando uomini e mezzi per qualche giorno e pensando persino di chiudere il parco il sabato pomeriggio». Riferimento alla trasmissione di Rete4 che ha ospitato Domenico Pettinari e alla risposta della giunta del sindaco Carlo Masci, che Sola definisce «due modi diversi di affrontare lo stesso problema senza risolverlo».
«Fa sorridere che Pettinari abbia scelto proprio questo momento per l’ennesima passerella mediatica», ironizza Sola, che parla di «rappresentazione apocalittica arrivata proprio all’indomani dell’avvio dei controlli interforze e del rafforzamento delle pattuglie nella zona. Se l’obiettivo era denunciare l’assenza del Comune, scegliere il giorno in cui rafforza la propria presenza non è un capolavoro di tempismo».
«Masci sbaglia se pensa che basti rispondere a Pettinari dicendo che Pescara non è il Bronx», continua però il capogruppo pentastellato, «Pescara non sarà il Bronx, ma la zona di piazza Santa Caterina ha dei problemi e negarli o minimizzarli è irresponsabile quanto esasperarli. Residenti e commercianti hanno diritto a sicurezza e vivibilità, ma soprattutto hanno diritto a risposte che durino più di una polemica sui giornali».
«Le operazioni interforze sono importanti quando necessarie», osserva Sola, «ma un’emergenza non può diventare un modello ordinario di gestione della città. Se per rendere sicura una piazza occorre presidiarla giorno e notte con uno spiegamento eccezionale di uomini e mezzi, significa che a monte qualcosa non ha funzionato».
Ancora più grave, secondo Sola, sarebbe pensare di risolvere il problema con la chiusura del parco come avvenuto nel pomeriggio di sabato: «Sarebbe la resa definitiva della politica. Chiudere un parco significa privare famiglie, bambini, anziani e residenti di un luogo della città perché l’amministrazione non riesce a garantirne la fruibilità. Il degrado prospera negli spazi vuoti, abbandonati e privati di funzioni, per questo piazza Santa Caterina deve essere aperta, illuminata, vissuta, attraversata e riempita di attività, non recintata».
Sola invoca quindi «interventi di riqualificazione urbana, manutenzione, illuminazione adeguata, iniziative culturali e sociali, coinvolgimento delle attività economiche e dei residenti, servizi e un presidio ordinario e costante del territorio. Bisogna riportare persone e vita nella piazza e nell’intero quartiere, non farle scappare. Dopo anni di amministrazione Masci, che aveva fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia, piazza Santa Caterina ha bisogno soprattutto di meno propaganda, meno soluzioni tampone e finalmente di un progetto serio per tornare a essere un luogo della città e non un problema da isolare».