Alla terza edizione, il Premio Internazionale Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino per la Politica e la Diplomazia viene assegnato a Gianni Letta. La giuria: “Ha incarnato equilibrio, discrezione e altissimo senso dello Stato”. Cerimonia l’11 luglio alla Casa Museo di Pescina
L’AQUILA – Il Premio Internazionale Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino per la Politica e la Diplomazia, istituito nel 2024 con legge regionale su iniziativa della consigliera Antonietta La Porta, alla sua terza edizione incorona Gianni Letta, figura tra le più influenti e rispettate della storia repubblicana. Un nome che, nel lessico della politica italiana, continua a evocare misura, equilibrio e una capacità di mediazione ormai rara.
Dopo aver premiato personalità come Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, e l’ambasciatore Maurizio Serra, interprete di primo piano della diplomazia culturale europea, il Premio prosegue nel solco dell’eccellenza. E lo fa scegliendo un abruzzese illustre, conterraneo dello stesso cardinale Mazzarino: un filo ideale che unisce radici, storia e vocazione al servizio delle istituzioni.
Nato ad Avezzano, giornalista, già direttore de Il Tempo, più volte Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta ha attraversato decenni di vita pubblica come figura di raccordo tra mondi diversi, capace di incidere senza mai sovraesporsi. Un “uomo delle istituzioni” nel senso più pieno del termine, riconosciuto per la sua discrezione operosa e per una lealtà che ha contribuito a stabilizzare equilibri politici spesso fragili.
La motivazione ufficiale della giuria — composta dall’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo, dalla sindaca di Pratola Peligna Antonella Di Nino, dallo storico Aldo Antonio Cobianchi, dal giornalista Sergio Venditti, dall’architetto Sandro Maccalini, dalla docente Maria Gigli e presieduta dalla giornalista Alina Di Mattia — è un ritratto puntuale del ruolo svolto da Letta nella Repubblica: “Per aver incarnato, con esemplare continuità e altissimo senso dello Stato, una concezione nobile e rigorosa della vita pubblica, fondata sull’equilibrio, sulla discrezione e sulla responsabilità istituzionale; per aver svolto, con autorevolezza silenziosa e riconosciuta, un ruolo insostituibile di mediazione e di raccordo tra politica, società civile e mondo dell’informazione; per aver interpretato la funzione pubblica come servizio, ponendo al centro il bene comune, la stabilità delle istituzioni e la dignità del dialogo democratico; per essere stato, nel corso dei decenni, custode e interprete di una tradizione italiana di sobrietà, competenza e visione, offrendo un contributo straordinario alla vita della Repubblica e al prestigio delle sue istituzioni”.
La cerimonia di conferimento è fissata per sabato 11 luglio 2026 alle ore 11, nella cornice simbolica della Casa Museo Mazzarino di Pescina (AQ), luogo che custodisce la memoria del grande cardinale e statista europeo.
Con questa scelta, il Premio Mazzarino ribadisce la necessità — oggi più che mai — di una classe dirigente capace di autorevolezza, sobrietà e autentico spirito di servizio. Virtù che, nel profilo di Gianni Letta, trovano una delle loro espressioni più riconosciute e longeve.