Elezioni Chieti, Colantonio e Di Paolo contro la pista ciclabile: “Non è a norma, è pericolosa”

8 Maggio 2026
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I candidati Lega e Udc denunciano “gravi difformità tra progetto e realizzazione: pali in mezzo alla carreggiata, larghezze insufficienti e rischi per pedoni e ciclisti”

CHIETI – Ancora polemiche sulla nuova pista ciclabile di Chieti Scalo che entra a buon diritto sugli argomenti più “cliccati” di questa campagna elettorale. A insistere con una bocciatura senza appello sulla nuova opera fatta realizzare dall’amministrazione del sindaco Diego Ferrara sono stati in una conferenza stampa il candidato sindaco Mario Colantonio e il capolista Udc, una delle liste che lo appoggia, Marco Di Paolo. “Sulla carta è tutto regolare, ma nella realtà l’opera è difforme, non a norma e pericolosa”, affermano.

Secondo i due esponenti del centrodestra, le criticità sono evidenti lungo tutto il tracciato: “In alcuni tratti la pista è larga appena 1,75 metri, quando una bidirezionale dovrebbe misurarne almeno 2,50. Qui le misure sono costantemente inferiori”.

Colantonio parla di un progetto “elaborato senza un’adeguata verifica sul posto”, mentre Di Paolo ricorda di aver segnalato già a febbraio “il mancato rispetto delle norme di sicurezza”, senza ricevere risposta dagli uffici comunali: “Quando le norme non vengono rispettate, un’opera diventa pericolosa invece di migliorare la viabilità”.

Tra i punti più gravi, la presenza di ostacoli lungo il percorso: “Troviamo pali addirittura al centro della carreggiata ciclabile”, denuncia Di Paolo, ricordando che la normativa impone almeno 50 centimetri di distanza dagli ostacoli.

Colantonio punta anche il dito sulla gestione complessiva: “Un’opera finanziata con 2,6 milioni del Pnrr avrebbe dovuto essere condivisa con i cittadini. Invece è stata progettata in fretta e realizzata male”. E aggiunge: “Ci chiediamo se potrà essere collaudata e chi si assumerà la responsabilità di certificarla”.

Oltre ai problemi tecnici, c’è il tema della vivibilità: “Sono stati eliminati posti auto senza alternative per residenti e lavoratori”, osserva Di Paolo.

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