L’incontro nella sala consiliare dell’Ente di via Milli con Luca Telese ed Enzo Di Salvatore. Al centro il cambiamento del linguaggio pubblico tra social, algoritmi e crisi della mediazione
TERAMO – Le parole possono unire, spiegare, creare confronto. Ma possono anche dividere, alimentare contrapposizioni e trasformarsi in strumenti di consenso immediato. Da questa riflessione è partito il convegno “Quando le parole dividono. Il linguaggio della politica e dell’informazione fra confronto e polarizzazione”, promosso dalla Provincia di Teramo nell’ambito delle iniziative per i 220 anni dell’Ente e ospitato questa mattina nella sala consiliare.
Un confronto dedicato al rapporto tra linguaggio pubblico, politica, informazione e cittadini, in un periodo storico nel quale la comunicazione è sempre più condizionata dalla velocità dei social network, dalla ricerca del consenso immediato e dal ruolo degli algoritmi nella diffusione delle notizie.
Il modo di comunicare della politica è cambiato profondamente: lo spazio per l’approfondimento si è ridotto, mentre spesso prevalgono messaggi brevi, slogan e contrapposizioni. Anche il giornalismo è chiamato a confrontarsi con un sistema informativo in continua trasformazione, nel quale la rapidità della notizia deve convivere con la necessità di raccontare la complessità della realtà.
È proprio su queste dinamiche che si sono confrontati i relatori dell’incontro, il direttore de Il Centro Luca Telese e il docente di Diritto costituzionale dell’università di Teramo Enzo Di Salvatore, insieme ai rappresentanti delle istituzioni presenti.
«Un tempo lo scontro politico avveniva dentro un linguaggio e uno stile politico giornalistico condiviso e dentro luoghi riconosciuti di mediazione. Oggi è proprio quel linguaggio comune a essere entrato in crisi», ha sottolineato il presidente della Provincia Camillo D’Angelo.
«Dalla complessità della politica e dell’amministrazione – ha aggiunto – si è passati allo slogan. L’algoritmo che governa le notizie sui social e l’intelligenza artificiale stanno facendo il resto».
Secondo D’Angelo, «la prima trasformazione riguarda la semplificazione. La politica contemporanea comunica in pochi secondi: un post, un video, un titolo, una frase destinata a essere rilanciata. Ma la politica si occupa quasi sempre di questioni complesse: economia, immigrazione, guerre, lavoro, sanità, disuguaglianze, sicurezza. La semplificazione è necessaria per comunicare, la banalizzazione è pericolosa per governare», ha evidenziato il presidente.
Nel corso della mattinata sono intervenuti anche il vescovo di Teramo-Atri Lorenzo Leuzzi, il vicario del prefetto Alberto Di Gaetano, la presidente della camera di commercio Gran Sasso d’Italia Antonella Ballone, il parlamentare Giulio Sottanelli, il consigliere regionale Dino Pepe, le consigliere provinciali Gabriella Recchiuti e Caterina Provvisiero e il sindaco di Sant’Egidio alla Vibrata Annunzio Amatucci.