Emergenza incendi nell’aquilano, fronti critici a Roio e Rocca di Cambio. Chiusa la galleria di Campo Felice

7 Agosto 2026
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Un Canadair in azione durante le operazioni di spegnimento degli incendi boschivi nell’Aquilano, impegnato nei lanci d’acqua per supportare le squadre a terra

Oltre 1.700 ettari in fumo tra prati alpini e boschi. In campo Canadair, elicotteri e colonne mobili: si lavora contro il tempo per creare linee tagliafuoco e proteggere i centri abitati

L’AQUILA – Non si arresta l’ondata di roghi che da giorni sta devastando l’Abruzzo. Dopo un’altra notte di lavoro ininterrotto, le operazioni di spegnimento sono riprese a pieno ritmo all’alba di oggi nelle frazioni aquilane di Roio e Bagno, dove ieri sera le fiamme hanno ripreso vigore.

In volo stanno operando diversi Canadair e un elicottero della flotta antincendio, mentre a terra la situazione è presidiata da un imponente dispositivo di soccorso: Vigili del Fuoco, quattro squadre della Protezione Civile e oltre 50 cittadini volontari. Questi ultimi hanno lavorato senza sosta per tutta la notte nel tentativo di contenere l’avanzata del fronte del fuoco e bonificare le aree dove l’incendio sembrava essere stato domato.

L’incendio, originatosi a Lucoli lo scorso 22 luglio, ha già incenerito oltre 1.700 ettari di prati alpini. Ora la preoccupazione principale riguarda i boschi a ridosso delle frazioni di Santa Rufina e Roio Piano.

Per evitare che le fiamme aggrediscano la vegetazione fitta ed entrino nei centri abitati, il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, ha ingaggiato 12 operatori privati. Il loro compito è strategico e urgente: tracciare a colpi di motosega delle linee tagliafuoco per creare uno sbarramento naturale all’avanzata del rogo.

Un altro fronte di forte criticità riguarda il versante sud di Monte Cagno, nel territorio di Rocca di Cambio, dove la vasta estensione del fuoco ha reso necessaria la chiusura della galleria di Campo Felice per motivi di sicurezza. Di conseguenza, chi proviene da Roma ed è diretto sull’Altopiano delle Rocche deve percorrere itinerari alternativi, deviando verso L’Aquila oppure passando per Ovindoli.

Fin dalle prime luci dell’alba sono ripresi anche qui i lanci d’acqua da parte dei mezzi aerei per proteggere la pineta locale. Al momento la macchina dei soccorsi vede in azione due Canadair, un elicottero e 24 volontari affiancati da sette mezzi terrestri, a cui si aggiungono le squadre dei Vigili del Fuoco — sostenute dalle colonne mobili arrivate dal Lazio — oltre agli interventi di Carabinieri e Polizia Locale.

Sebbene l’aquilano rappresenti la situazione più grave, l’emergenza si sta allargando a macchia d’olio in diverse aree dell’Abruzzo. Le fonti istituzionali confermano infatti la presenza di molteplici roghi attivi sul territorio regionale, definendo il quadro complessivo estremamente critico e tale da richiedere uno sforzo straordinario di uomini e mezzi per salvaguardare il patrimonio naturale abruzzese.

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