La Provincia convoca il tavolo permanente sulla vicenda dello storico palazzo di piazza Dante. Tra le questioni affrontate la sicurezza dell’edificio, il patrimonio storico-documentale e le osservazioni della comunità scolastica
TERAMO – Potrebbe arrivare a fine luglio la convocazione della Conferenza dei servizi che valuterà il progetto definitivo per il recupero del Convitto Delfico e del liceo Montauti. È questa la principale novità emersa dal tavolo permanente istituito dalla Provincia di Teramo sulla vicenda dello storico edificio di piazza Dante, sequestrato dalla magistratura a ottobre 2024 e in attesa dell’avvio del maxi intervento antisismico da circa 20 milioni di euro.
All’incontro hanno partecipato tutti i soggetti coinvolti nella complessa fase che riguarda il futuro del complesso scolastico: oltre alla Provincia, l’Ufficio scolastico provinciale, il Comune di Teramo, le dirigenti degli istituti, le rappresentanze di docenti, studenti e genitori. Un confronto nato per garantire aggiornamenti costanti e affrontare le numerose questioni ancora aperte dopo il sequestro del palazzo.
Il progetto, dopo il recepimento delle osservazioni arrivate dagli istituti scolastici, tornerà ora all’Ati Project, incaricata da Invitalia della progettazione, per la redazione dell’esecutivo entro 60 giorni. Solo successivamente, dopo l’approvazione da parte dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, potranno partire i lavori affidati all’impresa Salvatore Lucci di Napoli.
Il presidente della Provincia Camillo D’Angelo ha ricostruito il percorso portato avanti negli ultimi mesi, caratterizzato da numerosi passaggi e integrazioni progettuali. «Siamo alla quarta o quinta integrazione progettuale – ha spiegato – un percorso non semplice perché la comunità didattica, sia del Convitto sia del liceo, pone questioni e avanza richieste legittime che però entrano in contrasto con l’incarico affidato ad Ati Project, legato esclusivamente all’intervento antisismico».
Secondo D’Angelo, alcune delle richieste potranno essere valutate nell’ambito della Conferenza dei servizi e inserite come prescrizioni. «La Provincia in questa vicenda è parte lesa insieme alla comunità – ha aggiunto – e stiamo facendo il possibile per sostenere tutte le fasi che porteranno all’apertura del cantiere».
A presiedere il tavolo, insieme al presidente D’Angelo, anche la delegata all’edilizia scolastica Gabriella Recchiuti, il vicepresidente Giuseppe Marziani e la dirigente provinciale Daniela Carminucci, che ha ripercorso gli atti amministrativi e i passaggi compiuti negli ultimi mesi.
Tra le questioni emerse durante il confronto, particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza del palazzo di piazza Dante, rimasto vuoto dopo il sequestro e interessato, secondo quanto emerso, da diverse intrusioni da parte di ignoti. La Provincia ha già affidato a una ditta esterna un servizio di ronda e vigilanza con sistema di allarme, mentre i consiglieri di opposizione Luciano Giansante e Maria Cristina Cianella hanno proposto l’installazione di un impianto di videosorveglianza.
Altro tema riguarda il patrimonio storico e documentale custodito all’interno dell’edificio, soprattutto quello del liceo classico: libri antichi, quadri e suppellettili di valore che dovranno trovare una nuova collocazione in attesa dei lavori. Sul tavolo anche l’ipotesi di valorizzare questo patrimonio attraverso spazi dedicati alla conservazione e, in futuro, all’esposizione pubblica, mantenendo così il legame tra il Liceo e la città.
Un confronto che ha coinvolto anche il Comune di Teramo, rappresentato dall’assessora Miriam Tulli, chiamato a valutare possibili soluzioni per la tutela e la valorizzazione dei beni storici.
La dirigente del Convitto Delfico Daniela Baldassarre e quella del liceo “Delfico-Montauti” Maria Letizia Fatigati hanno ribadito le esigenze della comunità scolastica, chiedendo che vengano considerate nella progettazione definitiva. Dello stesso avviso la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Clara Moschella, che ha sollecitato un confronto con l’ufficio sisma: «Non ascoltare le esigenze della comunità scolastica che in quel luogo dovrà tornare – ha sottolineato – sarebbe in contrasto con le linee programmatiche sulla coprogettazione delle scuole».
Il tavolo permanente continuerà quindi a seguire l’evoluzione della procedura, con l’obiettivo di arrivare all’apertura del cantiere e al recupero di uno degli edifici simbolo della storia scolastica e culturale di Teramo.