Sciopero alla Polyplast di Castilenti, il sindacato Sia Confsal: “L’azienda riprenda il confronto”

13 Luglio 2026
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Sciopero alla Polyplast di Castilenti

La protesta è partita alle 5.17 di oggi. Il sindacato annuncia anche il ricorso per comportamento antisindacale e dà cinque giorni alla società per riaprire il tavolo sulla contrattazione aziendale

CASTILENTI – È iniziato alle 5.17 di questa mattina lo sciopero dei lavoratori della Polyplast Srl di Castilenti. La protesta, proclamata dalla Sia Confsal, riguarda lo stabilimento che produce cassette in polistirolo e coinvolge i 24 dipendenti del reparto produzione.

I lavoratori chiedono condizioni di lavoro migliori, il riconoscimento dei buoni pasto e un confronto sulla gestione degli straordinari. Una mobilitazione che arriva dopo la rottura del dialogo con l’azienda sulla contrattazione di secondo livello.

Insieme allo sciopero, il sindacato ha inviato una diffida alla società. La Sia Confsal, guidata in Abruzzo dal segretario Alessandro Azzola, contesta la decisione della Polyplast di interrompere le trattative e di non riconoscere le rappresentanze sindacali aziendali della sigla, sostenendo che il sindacato non sia firmatario del contratto nazionale gomma plastica.

«Una posizione che riteniamo non corretta – afferma Azzola – perché la nostra organizzazione è rappresentativa e deve poter esercitare i diritti sindacali previsti dallo Statuto dei lavoratori».

Il sindacato chiede quindi la riapertura del tavolo e il riconoscimento delle Rsa, oltre alla possibilità di svolgere assemblee e usufruire dei permessi sindacali. In caso di mancata risposta, la Sia Confsal annuncia il ricorso per comportamento antisindacale.

La protesta riguarda anche il lavoro straordinario. Il sindacato ha deciso il blocco delle ore aggiuntive fino a quando non sarà convocato un incontro con la proprietà. La richiesta è che gli straordinari vengano concordati con le rappresentanze dei lavoratori e che sia previsto un incentivo per chi lavora nei fine settimana rinunciando al giorno di riposo.

Tra le richieste dei dipendenti c’è anche l’introduzione dei buoni pasto. Secondo la Sia Confsal, nello stabilimento non c’è una «vera e propria mensa» e gli spazi utilizzati per la pausa pranzo «non sarebbero adeguati», a detta di alcuni dipendenti.

Quella iniziata oggi è la prima protesta sindacale dopo circa quarant’anni di attività dell’azienda. I lavoratori, attraverso il sindacato, evidenziano anche le difficoltà legate a un lavoro svolto per anni in fabbrica, con problemi fisici e alimentati da ambienti di lavoro ritenuti «troppo caldi».

Lo sciopero proseguirà nelle giornate del 17, 20, 24, 27 e 31 luglio. Intanto la Sia Confsal attende una risposta dall’azienda per riaprire il confronto.

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