Sanità Sangro-Aventino, la protesta di 13 sindaci: “Basta tagli al presidio di Casoli”

9 Luglio 2026
1 minuto di lettura
Casoli

La richiesta alla Asl: “Rivedere l’Atto aziendale, ripristinare le visite specialistiche e salvare Radiologia”

CASOLI – Appello di 13 sindaci del Sangro-Aventino per evitare ulteriori tagli alla sanità locale. I sindaci di Casoli, Altino, Roccascalegna, Sant’Eusanio del Sangro, Taranta Peligna, Montenerodomo, Torricella Peligna, Gessopalena, Palena, Lama dei Peligni, Civitella Messer Raimondo Colledimacine e Lettopalena hanno inviato alla Asl una lettera con cui chiedono un confronto immediato sul futuro della sanità territoriale nelle aree interne. Una presa di posizione netta, motivata dal progressivo indebolimento dei servizi e dalla necessità di dare piena attuazione alla programmazione del 2025 che individuava Casoli come Casa della Comunità Hub del comprensorio.

I sindaci ricordano che il territorio Sangro-Aventino è segnato da popolazione anziana, patologie croniche diffuse, collegamenti complessi con gli ospedali e liste d’attesa che spingono verso la sanità privata. Per questo il rafforzamento della sanità territoriale è definito “non più rinviabile”.

La programmazione Asl del 6 marzo 2025 prevedeva una Casa della Comunità con specialisti, diagnostica, presa in carico dei pazienti fragili e integrazione tra territorio e ospedale. Secondo i sindaci, però, quel modello oggi è indebolito: alle discipline mai attivate (Psichiatria, Dermatologia, Oncologia) si aggiungono le assenze attuali di Reumatologia, Ginecologia, Neurologia e Fisiatria.

La preoccupazione più forte riguarda la diagnostica: “La Radiologia territoriale è una funzione strategica. Se viene indebolita o trasferita, si allungano le liste d’attesa e si congestionano gli ospedali. È l’opposto di ciò che prevede il D.M. 77”.

Anche l’emergenza-urgenza viene definita “un nodo non più rinviabile”: in un territorio complesso come il Sangro-Aventino, la presenza del medico nelle 24 ore “non è un optional, ma una garanzia di sicurezza”. Il pensionamento di figure chiave, accompagnato dalla soppressione delle funzioni che coordinavano il presidio, viene indicato come “un segnale di arretramento che non possiamo tollerare”.

Per questo i sindaci chiedono alla Asl di rivedere l’Atto aziendale nelle parti che riducono servizi e professionalità a Casoli, di attuare la programmazione del 2025 e di sospendere ogni ulteriore taglio fino alla conclusione del confronto istituzionale.

Chiedono inoltre un incontro con Asl, Regione e Comitato ristretto dei sindaci, e l’istituzione di un tavolo permanente sulla sanità del comprensorio, “perché il futuro della sanità territoriale si costruisce investendo nelle professionalità e nei servizi, non riducendoli”.

“Le comunità del Sangro-Aventino non chiedono privilegi”, si legge nella conclusione. “Chiedono che il diritto alla salute sia garantito con la stessa qualità degli altri territori. Una Casa della Comunità non si misura dai metri quadrati, ma dai servizi che offre. Casoli deve essere potenziata, non indebolita”.

Altro da

Non perdere