Le accuse: «Mezzi obsoleti e assenza del piano industriale». La società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Pescara fa i conti con lo stato di agitazione e le iniziative dell’opposizione comunale: bilancio in commissione Controllo e consiglio straordinario a fine luglio
PESCARA – Nonostante il consuntivo 2025 chiuso in attivo, non sembra poter dormire sonni tranquilli Ambiente spa, la società che si occupa della raccolta e gestione dei rifiuti a Pescara. Dopo le proteste di cittadini e comitati per i disservizi legati all’estensione del porta a porta, e la successiva difesa a spada tratta del governo cittadino, arriva il fuoco incrociato di opposizione comunale e sindacati. Di bilancio, criticità generali e investimenti si discuterà in una prossima seduta della commissione Controllo e garanzia, e il 30 luglio un consiglio comunale straordinario richiesto dall’opposizione.
LA PROTESTA DEI SINDACATI. A fine giugno l’assemblea dei soci ha approvato il terzo bilancio chiuso in attivo dall’azienda del presidente Riccardo Chiavaroli. Un consuntivo 2025 che ha fatto segnare un risultato positivo di 126.180 euro e investimenti per oltre 800mila euro su mezzi e attrezzature. Negli stessi giorni in cui Ambiente viene gratificata dai soci con l’approvazione del bilancio, scoppia però il malcontento dei sindacati, che proclamano lo stato di agitazione (con la Fit Cisl che però successivamente si smarca da Fp Cgil, Uil Trasporti, Fiadel e Ugl).
Per i rappresentanti dei lavoratori c’è poco da festeggiare, soprattutto per quanto riguarda parco mezzi, ritenuto obsoleto e insufficiente, e le conseguenze sui carichi di lavoro, già aumentati con i ritmi più intensi richiesti dall’estensione del porta a porta e dal fisiologico aumento dell’estate. Ogni macchina che si rompe, infatti, comporta il mancato completamento di un giro di raccolte, in determinate zone i mastelli restano pieni o sono svuotati in ritardo, sfruttando a volte personale adibito ad altre mansioni, con ulteriori effetti negativi a cascata su altri settori e servizi.
IL CENTROSINISTRA INCALZA IL COMUNE. Dalla parte delle organizzazioni di categoria si schiera il centrosinistra. Il consigliere regionale del Pd, Antonio Blasioli, chiama in causa il Comune di Pescara, socio di maggioranza con l’85% delle quote, affinché «assuma l’iniziativa in termini economici e anche di indirizzo». Per Blasioli centrale è «la questione dei mezzi per il presente e il futuro dell’azienda», perché «senza un adeguato sforzo in termini di investimenti per il rinnovo dei veicoli si vanifica anche lo sforzo dei cittadini che prestano attenzione a effettuare una corretta differenziazione dei rifiuti». Blasioli mette l’accento sul fatto che «Ambiente da tempo dovrebbe avere tra i propri strumenti di pianificazione un piano industriale, in cui tracciare la strategia futura e i relativi investimenti».
IL CASO IN COMMISSIONE. Proprio il piano industriale è al centro dell’iniziativa di Paolo Sola, capogruppo del Movimento 5 Stelle in municipio, nonché presidente della commissione Controllo. Sola non mette in discussione il dato dell’utile di esercizio, ma contesta il «tentativo di trasformare quel dato in una certificazione di buona gestione». In particolare, per Sola, è grave «l’assenza del piano industriale da oltre tre anni. Gli organi di controllo scrivono che “non è più tollerabile” e dispongono una formale diffida al cda di Ambiente affinché provveda finalmente a predisporlo». Per questo Sola ha convocato i membri del comitato di controllo nella prossima seduta della commissione: «Per chiarire le criticità evidenziate e il perché del parere favorevole al bilancio nonostante queste».
IL CONSIGLIO STRAORDINARIO. Piano industriale, investimenti, rinnovo del parco mezzi, ascolto delle criticità, difesa della natura pubblica del servizio: questi i temi al centro della richiesta di consiglio comunale straordinario che, su istanza del centrosinistra, si svolgerà il 30 luglio. «La proclamazione dello stato di agitazione è l’ennesimo campanello di allarme di fronte al quale la giunta di Carlo Masci fa spallucce», lamentano i consiglieri di Pd, Avs, M5S e liste civiche, «mentre gli effetti della mancanza di investimenti si stanno vedendo con chiarezza: mezzi obsoleti, raccolta a singhiozzo in molte zone della città, spazzamento a rilento». L’opposizione consiliare chiede «una risposta forte del Comune che è l’azionista di riferimento di Ambiente. Chiederemo l’audizione dei sindacati e delle associazioni dei consumatori perché di fronte a loro la giunta dica chiaramente cosa farà: bisogna investire e dare chiarezza, ed esorcizzare il rischio di privatizzazione verso il quale, è il nostro timore, qualcuno sta strizzando l’occhio».