L’architetto vince la causa e devolve tremila euro a tre associazioni che operano nel sociale: era stato bersagliato da uno sconosciuto su Facebook dopo i lavori di piazza Sacro Cuore e corso Umberto
PESCARA – Dalle offese gratuite sui social alla beneficenza per tre associazioni che operano nel campo sociale. È il risvolto positivo della vicenda che ha visto protagonista Michele Lepore, architetto pescarese e consulente del Comune per i progetti strategici del Pnrr. È lo stesso Lepore a raccontare oggi l’accaduto sul suo profilo Facebook.
Tutto inizia nell’ottobre del 2024, quando finiscono i lavori di riqualificazione di piazza del Sacro Cuore e corso Umberto. Lepore viene bersagliato di attacchi personali e professionali su Facebook da un dipendente della Regione, che lo definisce “nemico numero uno della città”. “A detta del mio accusatore, a me sconosciuto, andavo addirittura cacciato da Pescara”, ricorda Lepore. Le offese sono poi proseguite con etichette del tipo “fallito sia come professionista che come docente universitario” o “soggetto del tutto sconosciuto persino all’accademia dalla quale proviene”.
Di fronte a queste offese gratuite il professionista presenta giustamente querela per diffamazione: “Dovuta e più che mai giustificata per tutelare la mia dignità”. L’azione legale alla fine ha prodotto un accordo che, oltre alla pubblicazione delle scuse da parte dell’autore delle offese, prevede il pagamento di tremila euro a titolo di simbolico risarcimento.
“L’intera somma”, annuncia l’architetto, “sarà devoluta a tre associazioni che operano nel campo sociale. Una si dedica al miglioramento della qualità della vita dei bambini oncoematologici e delle loro famiglie. Un’altra fa dell’inclusione il suo tratto distintivo, dando spazio e voce ai ragazzi neurodivergenti, impegnandoli in molteplici attività che favoriscono lo sviluppo delle potenzialità personali. Una terza si occupa da vent’anni di ragazzi con disabilità intellettive e relazionali, utilizzando lo sport non solo come occasione di recupero motorio, ma anche per favorire lo sviluppo di competenze sociali, comunicative e di autonomia personale”.
“Le vie del Signore”, commenta concludendo Lepore, “sono infinite, e questa volta hanno saputo utilizzare la temerarietà di un violento e gratuito attacco social per generare un’occasione di reale e concreto beneficio a favore dei più deboli”.