Via libera al bonus sicurezza: rimborsi a chi installa sistemi d’allarme e inferriate

16 Giugno 2026
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Dalla Regione Abruzzo fondi per mezzo milione: possono essere richiesti da cittadini e imprese. Il Pd vota con la maggioranza. Taglieri (M5S): “Contrario perché la legge non ha copertura finanziaria”

L’AQUILA – Un fondo di mezzo milione di euro, destinato a cittadini e piccole imprese, per finanziare l’installazione e il potenziamento di sistemi di sicurezza. È l’elemento caratterizzante del progetto di legge votato oggi in consiglio regionale all’Emiciclo, definito “Disposizioni in materia di sicurezza urbana integrata, prevenzione dei reati predatori e istituzione del Bonus sicurezza Abruzzo”.

“Siamo la prima Regione ad adottare una misura del genere”, ha rivendicato Paolo Gatti (FdI) presentando il provvedimento, e sottolineando come questo “incide sulla prevenzione e sulla promozione della legalità, con progetti di riqualificazione urbana e di contrasto al degrado. Nasce da crescita della percezione di insicurezza, vandalismo e degrado urbano che avvertono cittadini, commercianti e imprese, offrendo strumenti concreti per aiutare cittadini e imprese a proteggersi”.

I fondi potranno coprire fino al 50% della spesa ammissibile, che terrà conto anche di Isee ed esposizione a fenomeni di microcriminalità. Tra le spese finanziabili ci sono impianti di allarme antintrusione, sistemi di videosorveglianza, porte blindate, serrature di sicurezza, inferriate e altre tecnologie di prevenzione. Contributi potranno andare ai Comuni per progetti di sicurezza urbana integrata, con priorità alle aree particolarmente interessate da microcriminalità, degrado o particolari condizioni di vulnerabilità sociale.

Prevista anche l’istituzione di un Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana, con funzioni di analisi, raccolta dati, monitoraggio e supporto tecnico alle politiche regionali del settore. C’è il Programma regionale triennale per la sicurezza urbana integrata, che consente alla Regione di individuare priorità territoriali, criteri di finanziamento, modalità di coordinamento con gli enti locali e strumenti per valutare l’efficacia degli interventi.Viene poi riconosciuto il controllo di vicinato e delle forme di cittadinanza attiva come strumenti di prevenzione e collaborazione tra cittadini, Comuni e polizia locale.

Carla Mannetti (Lega) ha auspicato “il fondo di 500mila euro possa essere incrementato con risorse europee”, facendo anche un appello all’unanimità. Alla fine il voto favorevole dai banchi dell’opposizione è arrivato solo da parte dei consiglieri del Partito democratico, mentre si sono astenuti Luciano D’Amico, Giovanni Cavalleri e Vincenzo Menna. Contrari invece Erika Alessandrini e Francesco Taglieri. quest’ultimo, intervenendo a più riprese, ha detto chiaramente di non essere contrario al principio, ma che si tratta di “una legge che non ha copertura finanziaria”.

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