L’operazione ha smantellato un’organizzazione radicata in particolare nel litorale romano ma che aveva rapporti con clan calabresi e campani
L’AQUILA – Anche l’Abruzzo è stato coinvolto nell’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto di otto persone nell’ambito di un’operazione contro il traffico di cocaina proveniente dal Sud America. Nel mirino dei militari è finita un’associazione radicata sul litorale laziale, che aveva rapporti con clan calabresi e campani.
In Abruzzo in particolare il territorio interessato è quello della provincia dell’Aquila, una delle zone nelle quali, dalle prime luci dell’alba, i carabinieri della sezione operativa della compagnia di
Civitavecchia hanno dato esecuzione a ordinanze di custodia in carcere nei confronti di otto persone. Queste, insieme ad altre tre al momento indagate a piede libero, sono gravemente indiziate di far parte di un’associazione per delinquere dedita al traffico di cocaina tra Sud America e Italia.
Oltre all’Aquila, le altre zone coinvolte nell’operazione sono le province di Roma, Reggio Calabria e Catania. Le ordinanze sono state emesse dal gip del Tribunale di Roma e scaturiscono da una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma. Secondo le indagini dei carabinieri, avviate ad agosto dello scorso anno, l’organizzazione era radicata nella Capitale e sul litorale nord laziale, e dotata di solide diramazioni internazionali e collegamenti con esponenti della criminalità organizzata calabrese e campana. Da quanto emerso, un broker di origini dominicane era il responsabile dei contatti con i fornitori esteri, della logistica e della gestione dei flussi finanziari.