Nuovo riesame per il progetto da 100 mila metri cubi dopo la sentenza del Tar L’Aquila. Il 18 giugno il Comitato Via (valutazione impatto ambientale) torna a valutare la pratica tra allarmi e tensioni ambientali
NOTARESCO – Il tribunale amministrativo de L’Aquila, con sentenza n. 314/2026 del 7 maggio 2026, ha riaperto il procedimento relativo alla discarica di Irgine nel territorio di Notaresco.
Il progetto riguarda un impianto da circa 100 mila metri cubi, già oggetto di procedimento avviato nel 2015 e successivamente fermato nel 2021 dalla Regione Abruzzo. Secondo i giudici amministrativi, il Comitato V.i.a. (Valutazione impatto ambientale) regionale avrebbe adottato un’istruttoria «lacunosa» nella fase di blocco del progetto, rendendo necessario un nuovo riesame della pratica.
La decisione riporta quindi l’iter al Comitato V.i.a., con seduta fissata per il 18 giugno 2026.
Il caso Irgine si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il territorio della Val Tordino, dove risultano anche altre proposte di impianti di discarica: una da circa 1 milione di metri cubi presentata da Green Management e una ulteriore da oltre 500 mila metri cubi avanzata dalla Deco.
Secondo Lidia Bocci, presidente dell’Osservatorio Val Tordino, il territorio «rischia di essere letteralmente martoriato». Bocci, nella nota, parla anche di una possibile trasformazione della provincia di Teramo in «pattumiera di mezza Italia» e chiede al Comitato V.i.a. di procedere con tutti gli approfondimenti necessari per evitare nuovi contenziosi. La presidente sottolinea che il riesame potrà comunque concludersi anche in senso negativo, ma solo dopo un’istruttoria completa.
Interviene anche Augusto De Sanctis del Forum H2O e del Forum ambientalista, che evidenzia come nell’area siano «già presenti parametri ambientali critici e come la sovrapposizione dei progetti possa generare un effetto cumulativo non sostenibile». Tra le principali criticità indicate ci sono l’aumento del traffico, le emissioni in atmosfera, il consumo di suolo e il rischio di incidenti.
De Sanctis sottolinea inoltre la necessità di una «mobilitazione ampia sul territorio», affermando che «non è possibile lasciare il futuro della provincia in balia delle scelte dei privati». Critica anche il livello di informazione sulla vicenda, rilevando come la «conoscenza del procedimento sia avvenuta attraverso la lettura dell’ordine del giorno del prossimo Comitato V.i.a.».
Nel suo intervento, il rappresentante del Forum H2O evidenzia inoltre «la mancata costituzione in giudizio del Comune di Notaresco, che non avrebbe partecipato all’udienza del 14 aprile 2026», sollevando interrogativi sulla partecipazione istituzionale e sulla trasparenza delle decisioni.