L’Agcom dà ragione a M5S e Acu: «Masci ha violato la par condicio in campagna elettorale»

31 Luglio 2026
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Otto video pubblicati sul profilo Facebook “Carlo Masci Sindaco” nel mirino dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Sola: «Ha abusato della carica istituzionale e violato le regole democratiche»

PESCARA – Secondo l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) il sindaco Carlo Masci ha violato la par condicio durante l’ultima campagna elettorale, come denunciato dall’Associazione consumatori utenti (Acu) Abruzzo e dal Movimento 5 Stelle: è quanto affermano l’avvocato Luigi Di Corcia, presidente Acu, e il capogruppo M5S in municipio, Paolo Sola.

«Quando abbiamo denunciato quella che ritenevamo una violazione della legge sulla par condicio, qualcuno ha provato a liquidare tutto come una semplice polemica politica», sottolineano Di Corcia e Sola, «oggi sappiamo che non era così, e a dirlo è l’Agcom che ha accertato la violazione dell’articolo 9 della legge 28 del 2000 e ha ordinato al Comune di pubblicare sulla propria homepage un messaggio che attesta che otto video pubblicati durante la campagna elettorale non erano comunicazione istituzionale ma una violazione delle regole».

«L’Agcom ha ribaltato la proposta di archiviazione formulata dal Corecom Abruzzo», continuano Di Corcia e Sola, «e ha riconosciuto che quei video sul profilo Facebook “Carlo Masci Sindaco” hanno determinato una sovrapposizione tra dimensione istituzionale e dimensione politica, creando quella commistione tra propaganda e comunicazione istituzionale che la legge vieta espressamente durante il periodo elettorale».

«La parte più significativa della delibera», sottolinea Sola, «è quella in cui l’Autorità afferma che l’utilizzo della carica istituzionale di sindaco accanto al nome del candidato rischia di ledere il legittimo affidamento dei cittadini, compromettendo i principi di legalità, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione».

Per Sola non si tratta di «un cavillo burocratico ma del rispetto delle regole democratiche. Chi ricopre un incarico pubblico non può utilizzare il peso della propria funzione istituzionale per ottenere un vantaggio nella competizione elettorale».

Per il Movimento 5 Stelle, la decisione dell’Agcom assume un valore che va oltre il caso specifico: «Le regole valgono per tutti e, a maggior ragione, dovrebbero essere rispettate da chi è chiamato ogni giorno a farle rispettare agli altri», afferma Sola, «un sindaco, e ancor più un avvocato, sa perfettamente quali sono i limiti imposti dalla legge durante una campagna elettorale. L’Agcom afferma un principio chiaro: non basta definire una pagina “personale” per aggirare le regole. Se quella pagina utilizza la carica istituzionale e crea confusione tra il ruolo di sindaco e quello di candidato, la comunicazione può diventare comunicazione istituzionale vietata».

«Questa vicenda», conclude Sola, «dimostra che il candidato Masci ha abusato della sua posizione di sindaco uscente in campagna elettorale, e davanti a un rilievo di questo tipo non può far finta di nulla. Masci deve spiegare ai cittadini quanto accaduto e valutare seriamente se abbia ancora l’autorevolezza politica e morale per continuare a rappresentare la città».

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