Famiglia nel bosco, Roccella a Vasto: “Bisogna combattere la sfiducia verso il sistema affido”

11 Giugno 2026
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Rocceel

La ministra per la Famiglia visita la struttura protetta di Vasto ma non incontra i bimbi: “Da questa situazione si deve uscire in maniera positiva, costruito sull’alleanza famiglie-servizi sociali”

VASTO – “Non sono qui per entrare nel caso della famiglia nel bosco. Mi interessa invece ricreare un clima di fiducia nel confronti del sistema affido”. Lo ha detto la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, al termine della visita alla casa famiglia di Vasto dove sono ospitati dallo scorso novembre i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale.

“Negli ultimi tempi – ha aggiunto – è molto cresciuto, anche intorno al caso dei bambini Trevallion ma non solo, un clima di sfiducia nei confronti del sistema affido che, invece, è un sistema importante per la tutela dei minori”. Durante la sua visita, durata un paio d’ore, la ministra ha incontrato i responsabili della struttura ma non i bambini. Poco dopo è partita alla volta dell’ospedale di Atessa per visitare il reparto di Neuropsichiatria infantile diretto dal medico specialista, Riccardo Alessandrelli.

“Non ho visto i bambini, non sono qui per entrare nel caso – ha ribadito Roccella -. Non ho voluto vedere neanche i genitori. Ho voluto parlare con gli operatori e sottoporre anche a loro questo problema: il fatto che, in particolare questo caso, ha alimentato e aumentato un clima di mancanza di fiducia e di sospetto. I servizi sociali servono a sostenere le famiglie, a sostenere le situazioni di difficoltà”.

 “Il governo non è entrato a gamba tesa sul problema. Ognuno ha detto quello che pensava sul caso (ndr sull’ allontamento dei tre bambini nel bosco) come tutti gli italiani – ha aggiunto la ministra -. C’è stato un grande dibattito, è normale che ci sia. Ora vado ad Atessa dalla Asl e dal dottor Alessandrelli. Lui si è sempre espresso in maniera molto chiara. E’ importante sentire non solo i servizi sociali ma anche la Asl. Il sistema dovrebbe essere più aperto, più trasparente”.  

E infine, a proposito del libro da poco pubblicato da Catherine Birmingham, la ministra ha detto di volerlo leggere. “Mi piace leggere, quindi lo leggerò”, le sue parole.

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