Aperto un fascicolo per sottrazione di minore dopo la fuga dalla casa famiglia. L’appello del padre e dell’Associazione Penelope: «Chi sa qualcosa parli»
CIVITELLA ALFEDENA – Continua il mistero attorno alla scomparsa di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni, scomparse nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, da una casa famiglia di Civitella Alfedena.
Il padre, ospite questa mattina della trasmissione “Storie Italiane“, condotta da Eleonora Daniele su Rai 1, ha espresso la convinzione che le due ragazze siano state aiutate da qualcuno che, presumibilmente con una macchina, le abbia aiutate a fuggire dalla struttura, in un orario compreso tra le 2 e le 6 del mattino.
La conduttrice ha ricordato che solo pochi giorni prima della scomparsa era arrivata la decisione del tribunale sulla revoca definitiva della genitorialità alla madre che però, sostiene il padre, non era ancora stata comunicata alle sorelle, per mancanza di una persona adeguatamente formata a fornire il necessario supporto psicologico. La decisione del tribunale avrebbe dunque comportato la permanenza delle ragazze per ulteriori due anni all’interno della struttura di Civitella Alfedena, prima di poter valutare l’eventualità dell’affidamento al padre.
Nel corso della trasmissione è stato intervistato anche il fidanzatino di Alisya il quale ha dichiarato di avere avuto l’impressione, la sera prima della scomparsa, che quest’ultima volesse comunicargli qualcosa ma che non lo avesse fatto per la presenza della sorella minore. Lo stesso ha inoltre ricordato che le due ragazze avevano paura del buio e non si sarebbero mai allontanate all’aperto da sole in quella zona e in quell’orario, essendo inoltre ben consapevoli dei rischi connessi alla presenza di animali selvatici.
Presente in trasmissione anche la presidente dell’Associazione Penelope Abruzzo, Alessia Natali, la quale ha dichiarato: “Noi come associazione ci occupiamo frequentemente di questa tipologia di scomparsa e quindi non è una dinamica sconosciuta. I minorenni di consueto si allontanano dalle strutture che dovrebbero essere protette ma dove in realtà questo termine rimane un aggettivo e basta perchè di protezione effettiva non ce n’è. […] Quando si hanno questo genere di scomparse è presumibile che ci sia stato un minimo di pianificazione e che le ragazze siano state aiutate da qualcuno“.