Notaresco, fino a quattro discariche nella stessa area: cresce la protesta in Val Tordino

4 Giugno 2026
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Comitati e residenti contestano i progetti previsti a Grasciano di Notaresco. L’Osservatorio Val Tordino chiede verifiche ambientali prima di nuovi interventi.

NOTARESCO – Fino a quattro discariche concentrate nella stessa area, a ridosso del fiume Tordino e a pochi chilometri dal mare. È questo lo scenario che preoccupa cittadini, imprenditori agricoli e associazioni della Val Tordino, tornati a denunciare i progetti che interessano la zona di Grasciano, nel comune di Notaresco.

Il territorio ospita già da decenni impianti per lo smaltimento dei rifiuti. Alla discarica storica si è aggiunta negli ultimi anni Grasciano 2, realizzata dopo l’acquisizione degli ex terreni Cirsu da parte del gruppo Acea attraverso Deco. Ora, però, sul tavolo ci sono due ulteriori interventi: l’ampliamento dell’attuale sito con oltre 500mila metri cubi di nuovi conferimenti e il progetto di una nuova discarica per rifiuti speciali, denominata “Grasciano 3”, destinata a sorgere su circa 14 ettari di terreno confinanti con l’area già occupata dagli impianti esistenti.

Secondo i comitati dei cittadini, il rischio è quello di trasformare definitivamente la vallata in un polo regionale dei rifiuti, con possibili ripercussioni sull’ambiente, sull’agricoltura e sulle produzioni tipiche del territorio. Complessivamente, i volumi autorizzati e quelli richiesti superano i 2,6 milioni di metri cubi di rifiuti.

«Bisogna esclusivamente seguire la norma – afferma la presidente dell’Osservatorio Val Tordino, Lidia Bocci – perché il Testo unico per l’ambiente prevede che, in caso di rilevazione di inquinamento e quindi di concentrazioni di contaminanti superiori ai valori previsti, si debba procedere alla caratterizzazione del terreno, alla valutazione del rischio sanitario e, se necessario, alla bonifica dei siti prima di qualunque altra costruzione».

Per l’Osservatorio Val Tordino, prima di autorizzare nuovi impianti è necessario fare piena luce sulle condizioni ambientali dell’area. Una posizione che continua ad alimentare la mobilitazione contro quelli che, se tutti realizzati, porterebbero a quattro discariche concentrate nello stesso territorio.

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