Via Verde, Monaco (AVS): “Serve una regia unica”. Nel dibattito prende forma l’idea di aree sosta per il turismo en plein air

22 Aprile 2026
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Il parcheggio sul mare di San Vito Chietino, utilizzato solo nel periodo estivo

Il capogruppo AVS sollecita una governance unitaria della Costa dei Trabocchi e il recupero delle ex stazioni ferroviarie. Accanto alla sua posizione, emerge una proposta da valutare a livello politico: creare aree sosta dedicate al turismo en plein air per favorire la destagionalizzazione e rendere la Via Verde fruibile tutto l’anno

CHIETI – «La Via Verde della Costa dei Trabocchi è un patrimonio che richiede una regia condivisa e una visione d’insieme». Con queste parole il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Alessio Monaco, interviene sulla regolamentazione dei servizi lungo il tracciato ciclabile, spiegando l’astensione del gruppo in Consiglio regionale come «un invito a ragionare in termini costruttivi su un governo unitario del territorio, che superi finalmente la logica degli interventi spot».

Monaco chiede che la Commissione Ambiente e Territorio convochi la Provincia di Chieti e i Comuni interessati, per evitare che la gestione della costa si trasformi in un mosaico disordinato. «È doveroso condividere un punto di vista comune per garantire una gestione efficace, evitando interventi slegati tra loro su un’infrastruttura così strategica», afferma.

Per l’esponente di AVS, la vera sfida non è moltiplicare i chioschi, ma intervenire sui fabbricati ferroviari dismessi che punteggiano il tracciato. «Queste strutture, oggi degradate, rappresentano ferite nel paesaggio che danneggiano l’immagine della nostra costa. Recuperare l’esistente per trasformarlo nel cuore dell’accoglienza e centri servizi è la strada maestra per offrire standard senza consumare ulteriore suolo». Una visione che punta a un equilibrio tra sviluppo e tutela, con interventi coerenti lungo tutto il percorso e un’integrazione tra servizi e recupero delle ex stazioni.

Il dibattito sulla governance della Via Verde si intreccia con un tema più ampio: la capacità della Costa dei Trabocchi di attrarre turismo tutto l’anno. La ciclovia, con i suoi 42 chilometri affacciati sul mare, è già un simbolo della mobilità dolce, ma la sua piena valorizzazione passa anche dalla creazione di servizi leggeri e sostenibili. In questo quadro, il turismo en plein air rappresenta una delle opportunità più concrete. Le aree sosta camper vista mare, integrate con la ciclovia e progettate con criteri ambientali, sono oggi uno dei segmenti più dinamici del turismo europeo. Portano presenze anche nei mesi invernali, sostengono la microeconomia locale, favoriscono il cicloturismo e rendono realmente fruibile la Via Verde in tutte le stagioni.

La Costa dei Trabocchi, per caratteristiche naturali e vocazione, sarebbe un contesto ideale per questo tipo di offerta. La presenza di aree camper ben attrezzate, collegate direttamente al tracciato, potrebbe contribuire alla destagionalizzazione, trasformando la ciclovia in un asse turistico attivo dodici mesi l’anno e rafforzando l’identità di un territorio che punta sulla sostenibilità come leva di sviluppo.

«La Via Verde non può essere governata a compartimenti stagni», conclude Monaco. «Il nostro impegno è rivolto a trasformare le criticità in opportunità sostenibili. Solo un confronto diretto tra Regione, Provincia e Comuni potrà generare un progetto capace di costruire una realtà all’altezza delle aspettative di cittadini e turisti».

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