Ex manicomio, al via il cantiere: nasce la Cittadella della cultura nel cuore di Teramo

22 Aprile 2026
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Tre anni di lavori per il primo lotto: “Progetto storico per la città”. Corsi rilancia anche la cittadella giuridica e un tavolo con i giovani

TERAMO – Non solo un cantiere, ma l’avvio concreto di una trasformazione destinata a incidere sulla città. Questa mattina è stato dato ufficialmente il via ai lavori nell’ex manicomio di Sant’Antonio Abate, dove sorgerà la Cittadella della cultura. A segnare l’inizio del cantiere è stato il rettore dell’Università di Teramo Christian Corsi: «Ci voleva una persona di coraggio e che non ha timore di affrontare qualche problema».

Il progetto punta a riportare l’università nel centro cittadino, con una riqualificazione che va oltre l’offerta formativa e che mira a incidere sul tessuto sociale ed economico di Teramo. I lavori avranno una durata complessiva di tre anni e partiranno con il primo lotto, che prevede la realizzazione dei dipartimenti di Scienze della comunicazione e Scienze politiche.

«Eravamo e siamo determinati a realizzare un progetto storico, non solo per l’università ma per la città tutta – ha spiegato Corsi –. Quello di oggi è un primo passo, ma sono al lavoro per reperire i finanziamenti per completare anche la seconda parte prima della fine del mio mandato». L’intervento complessivo, ha ricordato, è già stato avallato per un valore di 35 milioni di euro.

Accanto alla Cittadella della cultura, il rettore ha rilanciato un’altra ipotesi: la creazione a Colleparco di una cittadella giuridica, mettendo a disposizione gli spazi del dipartimento di Giurisprudenza per accogliere eventualmente il Tribunale. «Non impongo modelli di sviluppo – ha precisato – ma come istituzione offro un progetto. Se il tribunale vorrà, le nostre porte sono aperte. Sarebbe un modello rivoluzionario, un polo giuridico integrato tra università e sistema giudiziario».

Nel disegno complessivo, spazio anche al coinvolgimento diretto dei giovani. Corsi ha annunciato l’apertura di un tavolo di confronto rivolto a tutti gli studenti della città, non solo universitari. «Il futuro lo devono scegliere i giovani e le istituzioni devono mettersi a disposizione. Dobbiamo immaginare Teramo 2040: oggi va deciso che città sarà tra vent’anni», ha detto, rivendicando una visione che va oltre la durata del mandato.

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