Bimbi del bosco, presentato il ricorso per il ricongiungimento familiare: “Ignorati genitori e perizie”

21 Aprile 2026
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Femminella

Nelle 13 pagine del ricorso, gli avvocati Femminella e Solinas evidenziano come i genitori si siano mostrati più flessibili: “Hanno dato l’ok a casa, vaccini e scuola. I tre figli sono prostrati e regrediti”

CHIETI – La curatrice e la tutrice dei tre ‘bimbi del bosco’ hanno ignorato genitori, testimoni e gli stessi minori senza tenere conto, peraltro, delle perizie psichiatriche che si sono succedute nel tempo mostrando un “pregiudizio” sul caso. È questa la sintesi del ricorso che gli avvocati della ‘famiglia del bosco’, Marco Femminella e Danila Solinas, hanno presentato oggi al tribunale dei Minorenni dell’Aquila per chiedere il ricongiungimento familiare.

Nelle tredici pagine che compongono il documento, i legali evidenziano come la coppia anglo-australiana si sia mostrata più flessibile, trovando soluzioni alle contestazioni che venivano sollevate dai giudici: casa, scuola e ciclo vaccinale. Femminella e Solinas allegano il contratto di comodato d’uso della casa messa a disposizione dal comune di Palmoli, l’autodichiarazione per il doposcuola e il programma didattico sottoscritto dallo stesso istituto. La dimostrazione scritta della buona volontà della coppia, a ormai cinque mesi dalla sospensione della responsabilità genitoriale e del conseguente allontanamento dei figli in una struttura protetta.

“La circostanza, di certo non casuale – scrivono i legali – che nessuno tra tutrice е curatrice citi e si soffermi sul rilievo della diagnosi resa dai neuropsichiatri allarma, perché induce al sospetto che il pregiudizio prevalga sull’accertamento della verità e sui ruoli a ciascuno affidati”.

Il documento attacca frontalmente curatrice e tutrice accusate di una “vuota difesa ostruzionistica” e di aver riportato il falso nelle loro relazioni al Tribunale. “È inaccettabile – scrivono – che nelle relazioni o nelle memorie” i racconti della separazione tra madre e figli – del 6 marzo scorso – escludano il dolore dei bimbi per evidenziare invece la “natura ostativa della madre”.

Nel ricorso i legali parlano anche del libro in uscita di Catherine, puntualizzando che nel volume “mai è stato previsto l’inserimento della vita dei figli, e men che meno della vicenda processuale ancora in itinere, che per altro anche per stretta logica sarebbe stata assolutamente inopportuna anche ai fini processuali”.

Intanto domani, papà Nathan e mamma Catherine, saranno alla Camera dei Deputati per un incontro pubblico sul caso. La coppia anglo-australiana sarà a Roma alle 17,30, nella sala stampa, su invito della presidente della commissione per l’Infanzia Michela Brambilla, per un incontro pubblico con alcuni esperti come Daniela Chieffo, direttrice della Psicologia clinica del Policlinico Gemelli di Roma, lo psicanalista e neuropsichiatra infantile Massimo Ammaniti e la Garante nazionale per l’infanzia Marina Terragni. Saranno presenti anche gli avvocati della famiglia e lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte.

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