Tre ore di question time, al centro i problemi della città ma soprattutto la situazione dell’esecutivo e le prospettive future del sindaco verso il Parlamento
TERAMO – Una seduta insolita, difficilmente replicabile: sindaco, maggioranza e opposizione in aula, ma senza giunta. È lo scenario di oggi del consiglio comunale, dove il primo cittadino Gianguido D’Alberto ha affrontato da solo tre ore di question time, rispondendo alle interrogazioni su tutti i fronti, dai problemi della città fino al tema più caldo del momento, l’azzeramento dell’esecutivo.
Una coincidenza, l’ha definita il primo cittadino, tra la decisione del rimpasto e la convocazione istituzionale del consiglio. Ma l’immagine è rimasta: un sindaco solo a gestire il confronto politico, incassando alla fine anche l’applauso della sua maggioranza.
Tra le domande più dirette, quella della consigliera Caterina Provvisiero, che ha chiesto conto della scelta di ritirare le deleghe a fronte di un’amministrazione che aveva sempre rivendicato risultati positivi. «C’è una dimensione amministrativa e poi c’è una dimensione politica – ha risposto D’Alberto –. Una verifica politica ora è doverosa, quando abbiamo ancora un paio di anni per terminare il mandato, farlo al meglio e costruire il percorso futuro. Ovviamente ogni volta che c’è una verifica politica c’è una chiamata alla responsabilità. Però è necessario».
Sul fronte delle possibili prospettive personali, il sindaco ha smorzato le voci su una candidatura alle politiche: «A oggi non c’è nessuna condizione in questo senso. Non saprei neanche con chi visto che non sono tesserato con nessuno». Nessuna indicazione precisa, invece, sui tempi della nuova giunta, se non un generico riferimento a “tempi brevi”, anche se le voci vedono i nomi pronti e ufficializzati entro questa settimana.