Cervi fuori controllo in Abruzzo: danni oltre il 60% e incidenti in aumento. Cia e Confagricoltura lanciano l’allarme

4 Aprile 2026
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Cervi in Abruzzo

Cresce la popolazione (+20-35% l’anno), colture devastate e rischio per turismo enogastronomico: l’8 aprile a Sulmona il confronto tra istituzioni e mondo scientifico. L’assessore Imprudente annuncia manovra da 5,2 milioni per il settore primario

L’AQUILA – In Abruzzo l’emergenza cervi ha superato da tempo i confini del settore agricolo: oggi è un problema che coinvolge sicurezza, economia e sviluppo del territorio, con numeri sempre più difficili da ignorare. L’allarme è stato lanciato da Cia e Confagricoltura, che chiedono un intervento urgente e strutturato.

Nella provincia dell’Aquila oltre il 60% dei danni alle colture è attribuito agli ungulati, mentre la popolazione dei cervi continua a crescere con ritmi stimati tra il +20% e il +35% l’anno, aumentando la pressione sulle aziende agricole.

Sul fronte della sicurezza, il fenomeno è altrettanto evidente. Secondo il Piano faunistico venatorio regionale, tra il 2009 e il 2018 sono stati registrati 115 incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, un dato che risulta in aumento proprio in relazione alla crescita della specie e alla sua presenza sempre più frequente anche in prossimità dei centri abitati.

Le conseguenze si riflettono anche sul modello di sviluppo regionale. L’Abruzzo punta su turismo esperienziale ed enogastronomico, ma la base produttiva è sempre più esposta: vigneti, zafferano e colture identitarie subiscono danni continui, con ricadute dirette sull’economia locale.

A rendere concreta la portata del fenomeno sono anche le testimonianze dal territorio. Come evidenziato da Gianni D’Alessandro, imprenditore agricolo e componente del direttivo di Confagricoltura L’Aquila, nella Valle Subequana si registrano tre distinti branchi composti da centinaia di esemplari adulti, con una presenza stabile nelle aree agricole.

Secondo Anna Maria Di Furia, presidente Cia L’Aquila Teramo, il problema ha ormai superato la dimensione tradizionale: «Oggi colpisce direttamente anche il comparto vitivinicolo, uno dei pilastri dell’economia del territorio», sottolinea, evidenziando il rischio per l’intero sistema legato al turismo enogastronomico.

Dello stesso parere è Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura L’Aquila: «Siamo di fronte a una situazione che non può più essere rimandata» afferma, richiamando la necessità di decisioni rapide e strumenti efficaci.

Nel quadro delle politiche agricole regionali, il vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore all’agricoltura Emanuele Imprudente ha annunciato una manovra da 5,2 milioni di euro per il settore primario. Tuttavia, come evidenziano Cia e Confagricoltura, il provvedimento non prevede risorse specifiche per il risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica, in particolare nelle aree del Parco Sirente Velino, tra le più esposte.

Il tema sarà al centro del convegno “Cervo e territorio: equilibri tra biodiversità, agricoltura e sostenibilità”, in programma l’8 aprile a Sulmona, promosso da Cia e Confagricoltura. All’incontro parteciperanno esponenti del mondo scientifico e istituzionale, tra cui Francesco Riga (Ispra), Sandro Lovari (Università di Siena), Stefano Mattioli (Iucn) e Marco Apollonio (Università di Sassari), insieme ai rappresentanti dei parchi e ai sindaci del territorio. L’appuntamento rappresenta un momento di confronto per affrontare in modo concreto la gestione della fauna selvatica.

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