Nuova città, Sospiri: “Si chiamerà Pescara, il processo non è arrestabile”

7 Maggio 2026
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Il presidente del Consiglio regionale: “Uniti saremo più forti”. Sui referendum: “Attenzione all’effetto boomerang”

PESCARA – La nuova città nata dalla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore “si chiamerà Pescara” e il percorso di istituzione “non può essere fermato”. Lo ribadisce il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, intervenendo sul processo di creazione del nuovo ente previsto dalla legge regionale.


A margine di una conferenza stampa, Sospiri – tra i principali promotori della normativa che ha definito il cronoprogramma della fusione – ha chiarito che la scelta del nome non è in discussione: “Se un municipio si chiamerà Montesilvano e un altro Spoltore, non possiamo chiamare il nuovo comune Nuova o Grande Pescara. Si chiamava, si chiama e si chiamerà Pescara”.


Il presidente ha inoltre escluso letture legate a campanilismi o identità locali: “Non è una questione di orgoglio o di annessioni. L’istituzione dei municipi serve proprio a preservare le identità e le specificità dei territori”. L’obiettivo, ha aggiunto, è quello di costruire una realtà più forte e competitiva: “Uniti saremo più grandi, più ascoltati e, con il tempo necessario per l’assestamento, anche più efficienti nei confronti dei cittadini”.


Sospiri è intervenuto anche sul tema dei nuovi referendum promossi a Montesilvano e Spoltore, territori storicamente contrari alla fusione. Pur ribadendo il rispetto per ogni consultazione popolare, ha messo in guardia da possibili effetti controproducenti: “Mi auguro che non diventino un boomerang. Il riferimento resta il referendum originario, che ha visto la partecipazione di oltre il 70% degli aventi diritto”.


Infine, ha assicurato disponibilità al confronto e all’approfondimento con i cittadini: “Se sarà necessario fare di più per spiegare i vantaggi, lo faremo. Ma resto convinto che i benefici superino gli svantaggi e che il processo sia ormai irreversibile”.

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