Si rinnova domenica a Sulmona la storica tradizione della “Madonna che scappa”

3 Aprile 2026
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Un rito secolare che unisce storia, teatro popolare e identità abruzzese, trasformando Piazza Garibaldi in un palcoscenico unico al mondo

SULMONA – La domenica di Pasqua, a Sulmona, non è mai una domenica qualunque. Ogni anno Piazza Garibaldi si trasforma in un palcoscenico dove migliaia di persone attendono lo stesso identico istante: la corsa della statua della Vergine verso quella del Figlio risorto.

È “La Madonna che scappa”, una delle manifestazioni pasquali più suggestive d’Italia, un rito che affonda le sue radici nel Medioevo e che appartiene profondamente all’identità culturale dell’Abruzzo. Il momento più atteso arriva dopo i tre inviti di San Giovanni e San Pietro che a turno bussano alla porta della Chiesa.

È allora che la statua della Madonna, sorretta dai Confratelli di Santa Maria di Loreto, esce dalla Chiesa di San Filippo Neri. Avvolta nel manto nero del lutto, la Vergine avanza lentamente verso il centro della piazza.

Quando la Madonna scorge la statua del Cristo risorto, inizia la corsa. È questo l’istante che tutti aspettano: il manto nero cade, rivelando il vestito verde, simbolo di speranza. Il fazzoletto bianco che regge nella sua mano diventa una rosa rossa e dodici colombe bianche si alzano in volo al suono dei mortaretti che però quest’anno, per ragioni di sicurezza, saranno vietati.

Secondo la tradizione, la corsa deve svolgersi senza intoppi affinché l’anno sia prospero. Questo vale per il volo delle colombe, per la caduta perfetta del velo e per la stessa fluidità della corsa che hanno significati propiziatori, radicati nelle credenze popolari che accompagnano il rito da secoli.

Dopo l’incontro tra la Madonna e il Cristo risorto, le statue riprendono il loro ruolo simbolico e guidano la processione cittadina. Le confraternite, le autorità locali e migliaia di fedeli accompagnano il corteo lungo le vie del centro storico, in un intreccio di sacro e popolare che avvolge la città in un’atmosfera di intensa partecipazione.

“La Madonna che scappa” non è solo uno spettacolo ma la rievocazione di un patto simbolico tra la città e la sua storia, un gesto collettivo che rinnova il senso di appartenenza e rafforza il legame tra la comunità e le proprie radici.

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