La Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila respinge il ricorso: l’uomo aveva inscenato il suicidio della moglie, uccisa nel 2022
LANCIANO – La Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila ha confermato oggi la condanna all’ergastolo per Aldo Rodolfo Di Nunzio, 73 anni, già giudicato colpevole in primo grado per il femminicidio della moglie, Annamaria D’Eliseo, 60 anni, trovata morta nel garage della loro abitazione a Iconicella di Lanciano il 15 luglio 2022.
L’avvocato generale Mirvana Di Serio — già a capo della Procura di Lanciano e pubblica accusa anche nel processo di primo grado — aveva chiesto la conferma della sentenza emessa il 13 giugno 2025 dalla Corte d’Assise di Lanciano. La corte d’appello ha accolto integralmente la richiesta, rigettando la tesi difensiva dell’imputato, che ha continuato a proclamarsi innocente.
Secondo l’impianto accusatorio, Di Nunzio avrebbe strangolato la moglie con alcuni fili elettrici nella cantina-garage della casa coniugale, inscenando poi un suicidio per depistare le indagini. Gli investigatori dell’Arma dei carabinieri avevano escluso sin dall’inizio la presenza di segni di colluttazione o ganci nel locale che potessero confermare la versione del suicidio.
A inchiodare l’ex ispettore dei vigili del fuoco fu un file audio registrato dal sistema di videosorveglianza esterno dell’abitazione, decisivo per la ricostruzione dei fatti. Di Nunzio venne arrestato l’11 gennaio 2024, due giorni prima della scadenza della seconda proroga delle indagini.
In aula, oltre all’imputato, erano presenti alcuni dei figli della coppia, costituitisi parte civile, insieme all’associazione Dafne, che tutela donne e minori.