Par condicio, il Comune di Pescara: «Da Agcom escluso qualsiasi uso illecito delle istituzioni»

31 Luglio 2026
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Dal municipio la replica al M5S sul provvedimento dell’Autorità: accolte solo otto contestazioni su 15, nessun rilievo sulla regolarità delle elezioni

PESCARA – «Le censure mosse dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni mantengono un carattere puramente circoscritto e non intaccano minimamente l’onorabilità dell’ente o la regolarità delle elezioni»: lo sottolinea una nota del Comune di Pescara dopo che l’Agcom ha accolto parzialmente le contestazioni (8 su 15 condotte contestate) contenute nell’esposto nei confronti del Comune di Luigi Di Corcia, avvocato, candidato alle Comunali per il Movimento 5 Stelle, e presidente dell’Associazione consumatori utenti Abruzzo. Un provvedimento che lo stesso Di Corcia ha commentato insieme al capogruppo M5S in Comune, Paolo Sola.

«Con il pronunciamento dell’Agcom si registra una sostanziale tenuta delle controdeduzioni difensive dell’ente, con la conferma della correttezza dell’operato del Comune», si legge nel comunicato del municipio, «l’Autorità ha implicitamente confermato che nessun canale istituzionale ufficiale del Comune è stato utilizzato per veicolare messaggi elettorali».

«È stata certificata», continua la nota, «la totale assenza di oneri a carico delle finanze comunali, del personale o di attrezzature pubbliche, escludendo categoricamente qualsiasi uso illecito o strumentale dell’istituzione a fini di propaganda. La natura “parziale” del provvedimento», sottolinea il Comune, «comporta la decadenza o l’archiviazione della stragrande maggioranza delle segnalazioni dell’avvocato Di Corcia».

«Contenuti di forte spessore politico ed elettorale sono stati riconosciuti come legittimo esercizio del diritto di espressione, propaganda e rendicontazione politica sui canali privati del candidato sindaco Carlo Masci. Resta fermo», sottolinea il Comune, «che tutti i lavori menzionati (asfalti, scogliere, parchi, verde) non sono stati creati ad arte per le elezioni, ma derivano da una regolare e pregressa programmazione con i relativi appalti dell’amministrazione comunale, tutti antecedenti all’avvio del periodo elettorale il 15 gennaio».

Secondo palazzo di città l’Autorità si è limitata «a contestare un’eccessiva enfasi comunicativa del candidato sindaco o la mancanza di una spersonalizzazione formale all’interno di specifici post e video pubblicati sui canali social privati del sindaco, in cui la narrazione delle opere pubbliche cittadine è stata ritenuta troppo stringente rispetto al divieto previsto dall’articolo 9 della legge 28 del 2000».

«Il provvedimento non ravvisa alcuna volontà di alterare la par condicio, ma riconosce la complessa sovrapposizione fattuale e giuridica della figura del “sindaco in carica” e del “sindaco candidato”, derubricando la violazione a un mero profilo di interpretazione formale delle modalità di comunicazione sul web. La delibera Agcom», conclude la nota, «scagiona integralmente il Comune di Pescara da qualsiasi uso improprio di risorse pubbliche e circoscrive la sanzione a episodici contenuti social personali di Carlo Masci».

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