Il caso nasce nel corso del Consiglio comunale del 29 luglio: Legnini fa sapere che l’assessore regionale Santangelo fa il nome della Micomonaco per uno dei tre posti in palio ma i consiglieri di minoranza restano di stucco, nessuno sapeva nulla
CHIETI – Tempo di nomine, tempo di polemiche. Si deve scegliere il nuovo Consiglio d’amministrazione del teatro Marrucino: tre componenti, due di nomina comunale, uno di nomina regionale. Nel Consiglio del 29 luglio, il sindaco Giovanni Legnini fa sapere che l’assessore regionale alla cultura Roberto Santangelo ha proposto per l’incarico l’ex consigliera di Forza Italia, candidata alle scorse elezioni, Maura Micomonaco.
Una notizia che gela i consiglieri di centrodestra: nessuno sapeva alcunché. La prima ad andare all’attacco è la capogruppo di Fratelli d’Italia Carla Di Biase che, senza entrare nel merito della persona a cui ribadisce stima, si scaglia contro l’assessore regionale, per non aver condiviso la nomina. Più cauti gli altri consiglieri che, però, riferiscono di non essere a conoscenza della decisione.
Oggi parla l’ex candidato sindaco Cristiano Sicari, che riparte proprio dall’ultima seduta consiliare e dalla discussione relativa alla definizione degli indirizzi per la designazione e la nomina dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni, perché è in quella occasione che salta fuori il nome dell’ex consigliera. Ma, secondo Sicari, non ci sarebbe agli atti del Comune di Chieti una comunicazione formale relativa alla nomina, nonostante in aula sia stato fatto riferimento a una comunicazione via Pec.
“È doveroso precisare – dichiara Sicari – che il nome di Maura Micomonaco rappresenta un profilo di assoluto valore, contraddistinto da riconosciuta serietà, competenza, equilibrio e autorevolezza istituzionale. Qualora questa fosse la scelta definitiva della Regione Abruzzo, non potrebbe che trovare il mio pieno apprezzamento. Il tema posto non riguarda quindi la qualità della persona indicata, ma il metodo seguito. Quando in un’aula istituzionale vengono richiamati atti amministrativi a sostegno di una posizione politica, tali atti devono essere esistenti e verificabili”.
“Diversamente – conclude Sicari – la comunicazione resa in Consiglio comunale tradirebbe l’esistenza di un accordo la cui genesi apparirebbe estranea ai normali canali istituzionali e la cui limpidezza risulterebbe, quantomeno, oscura. Una situazione che rischierebbe di generare un malcostume gestionale destinato, paradossalmente, a coinvolgere proprio la persona che meno meriterebbe di essere associata a questa vicenda: Maura Micomonaco”.
Dal Comune il sindaco Legnini non risponde, ma salta fuori la lettera dell’assessore Santangelo. La lettera è stata ufficialmente protocollata in Comune lo scorso 10 luglio e Santangelo fa dunque ufficialmente il nome della Micomonaco.
“Pregiatissimo Signor Sindaco”, si legge nella lettera, “in riferimento alle procedure di rinnovo degli organi gestionali della Deputazione Teatrale
Teatro Marrucino di Chieti, d’intesa con le linee programmatiche di questo Assessorato e della Giunta Regionale, con la presente esprimo formale indicazione di competenza della Regione Abruzzo, ai sensi dell’Art. 6 dello Statuto vigente del Teatro Marrucino, per la nomina della Dott.ssa Maura Micomonaco quale membro del Consiglio di Amministrazione di spettanza della Regione Abruzzo. Sono certo che la professionalità ed esperienza della Dott.ssa Micomonaco sapranno garantire un contributo di altissimo livello alla governance del Teatro, in un’ottica di costante valorizzazione del patrimonio culturale teatrale abruzzese e di sinergica collaborazione tra le
istituzioni coinvolte. La presente designazione viene trasmessa alla S.V. per i successivi adempimenti di competenza del Comune di Chieti volti al perfezionamento della nomina del Consiglio di Amministrazione”.
È anche vero, però, che ieri, giovedì 30 luglio (giorno dopo il Consiglio del 29) al Comune arriva una mail da parte della segreteria dell’assessore regionale che avvisa che la nomina deve fare un passaggio in Consiglio regionale. Tutto questo dopo che era scoppiata la polemica nel centrodestra teatino.