La Provincia accoglie il progetto di Enrico Melozzi in vista dell’evento del 25 luglio a Pescara. Le prove si svolgono in città e l’incontro diventa un confronto sul futuro dei luoghi della cultura teramani
TERAMO – La Notte dei Serpenti fa tappa in Provincia. Le coriste protagoniste dello spettacolo ideato da Enrico Melozzi saranno ospitate negli spazi del Convitto Delfico durante il periodo delle prove a Teramo, città natale del maestro e sede quest’anno della preparazione dell’evento che il 25 luglio andrà in scena allo Stadio del mare di Pescara e sarà poi trasmesso in prima serata su Rai 1 nei prossimi mesi.
La presentazione si è svolta questa mattina nella sede della Provincia, alla presenza, oltre che di Melozzi, del cantastorie Roppoppò, del regista Walter Nanni e del fisarmonicista Danilo Di Paolonicola. Un incontro che, tra musica e testimonianze, si è trasformato in un confronto sul futuro della città.
A garantire l’accoglienza delle giovani artiste sarà il Convitto Delfico, grazie alla collaborazione della dirigente scolastica Daniela Baldassarre e del suo staff. La Provincia ha inoltre coinvolto l’amministratore delegato della Baltour Agostino Ballone, che ha messo a disposizione i mezzi per gli spostamenti.
«Quando ho pensato alla Notte dei Serpenti non avevo in mente un concerto, ma un progetto – ha spiegato Melozzi –. Per avere risonanza e continuità deve lasciare una semina sul territorio. Teramo deve accelerare i tempi della ricostruzione e riaprire i suoi luoghi della cultura: il museo, il conservatorio, il teatro, la sala polifunzionale e il Delfico».
Un tema ripreso dal presidente della Provincia Camillo D’Angelo, che ha sottolineato il valore degli spazi dedicati alla formazione: «Le scuole – ha detto – devono essere dei campus, luoghi dove coltivare talenti, con spazi per la convivialità, lo studio comune e l’attività fisica».
D’Angelo ha poi evidenziato le difficoltà legate alla ricostruzione scolastica: «Gli enti locali sono stati espropriati da questo processo, affidato a un ente burocratico come Invitalia. – ha precisato – le scuole saranno ricostruite tra dieci anni perderemo una generazione, quella che rischia di andare via impoverendo il territorio».
Infine il presidente della Provincia ha rivolto parole di apprezzamento a Melozzi: «Ci vorrebbero dieci, cento, mille Melozzi capaci di far sentire la propria voce e combattere per la rinascita della propria terra. La cultura che resta non è fatta solo di eventi, ma di progettualità, organizzazione e direzione».